29 maggio 2022
Aggiornato 03:30
MotoGP | La novità

Sul cruscotto delle moto spuntano i messaggi dal box. Innovazione giusta?

Da questo Gran Premio scatta il via libera all'invio di informazioni sulle bandiere e le penalità. Alcuni piloti si dicono favorevoli, perché potranno avere un quadro più preciso della situazione. Ma altri criticano questa tecnologia che potrebbe far somigliare troppo le due ruote alla Formula 1

Il cruscotto della Desmosedici
Il cruscotto della Desmosedici Foto: Ducati

CHEMNITZ – In gergo si chiama «virtual pit board», come se fosse la versione digitale dei cartelli che i meccanici espongono ai propri piloti dalla corsia box. In realtà, però, è una tecnologia che permette ai team di inviare messaggi di testo direttamente sul cruscotto delle moto mentre sono in pista. Finora era possibile utilizzarla solo per le prove libere, ma adesso che i piloti hanno dato il via libera nell'ultima riunione della commissione sicurezza, a partire da questo Gran Premio in Germania si potrà applicare (non obbligatoriamente) per tutto il weekend di gara. Attenzione, però: le squadre non potranno scrivere ciò che vorranno, ma solo scegliere tra una lista di messaggi pre-approvati dalla Federazione. «Volevamo un sistema comune, in modo che i piloti ricevano lo stesso messaggio – spiega il direttore di gara Mike Webb – E dal prossimo anno non solo le parole utilizzate, ma anche l'aspetto del display sarà uguale per tutti». Le informazioni che si possono inviare riguardano le decisioni dei commissari (bandiera rossa, nera, blu, cambio di posizione ed eventuali penalità o ammonizioni) e, soprattutto, la necessità di cambiare moto in caso di pioggia. «Il team ti potrà dire quando rientrare ai box – spiega Scott Redding – Pensate a quello che ha fatto Zarco la settimana scorsa, che ha azzardato il cambio moto ma senza successo. Se avesse ricevuto un messaggio con la scritta 'Resta in pista', a fine gara si sarebbe ritrovato in una diversa posizione». Un aiuto che potrebbe rivelarsi particolarmente utile proprio questo fine settimana al Sachsenring, dove le bizze del meteo sono sempre in agguato.

Pro e contro
La maggior parte dei piloti sono dunque felici di poter disporre di più dati per farsi un quadro preciso della situazione: «Io sono uno di quelli – ammette Andrea Dovizioso – Ma altri colleghi ritengono troppo difficile leggere mentre si è in moto». «Non è come in Formula 1, dove sei sempre in contatto con il muretto – gli fa eco Valentino Rossi – In moto c'è molto meno tempo per staccare gli occhi dalla pista, tra una curva e l'altra, ma se un pilota deve prendere una decisione questo può essere un piccolo aiuto». Altri centauri, invece, quelli più fedeli alla vecchia scuola, non sono per niente favorevoli a questa nuova diavoleria: «Speriamo che nessuno cada perché si è distratto a leggere – avverte Cal Crutchlow – Non mi servono messaggi, meno sono e meglio è». «E oltretutto queste informazioni interferiscono con la gara – gli fa eco Bradley Smith, l'unico pilota che ha votato contro in commissione – Le corse dovrebbero essere naturali, decise solo dai piloti, non come in Formula 1 dove è il team a fare le strategie. Altrimenti qual è il punto? Tanto vale metterci in comunicazione via radio. Onestamente non ne comprendo la ragione, per questo sono stato contrario». Il futuro non si ferma, certo, ma sono in tanti ad avere nostalgia dei buoni vecchi Gran Premi di una volta.