22 ottobre 2019
Aggiornato 18:00

Nicky Hayden è morto. La MotoGP, e il mondo intero, in lutto

Il campione di motociclismo statunitense, rimasto gravemente ferito il 17 maggio in un incidente stradale a Misano Adriatico mentre si allenava in bicicletta, è morto poco fa all'Ospedale Bufalini di Cesena dove era stato ricoverato

CESENA- Nicky Hayden non ce l'ha fatta. Il campione di motociclismo statunitense, rimasto gravemente ferito il 17 maggio in un incidente stradale a Misano Adriatico mentre si allenava in bicicletta, è morto poco fa all'Ospedale Bufalini di Cesena dove era stato ricoverato. La notizia ha scioccato tutti, per quanto fosse tristemente attesa. Hayden aveva riportato un grave politrauma a torso, gambe e testa con un conseguente gravissimo danno cerebrale. Non ha mai ripreso conoscenza. Ricoverato in Rianimazione con prognosi riservata, non ha fatto registrare miglioramenti. Al suo capezzale c'era la fidanzata Jackie, già in Italia con lui. Dagli Stati Uniti sono arrivati anche il fratello Tommy e la mamma Rose, mentre il padre è rimasto in Kentucky per problemi cardiaci che gli impedivano di affrontare il volo. Vicino al pilota, campione del mondo MotoGp nel 2006, anche lo staff della Red Bull Honda World Superbike, team per cui corre e per il quale aveva partecipato, il 14 maggio, al gran premio di Imola. Era spesso in Romagna, ospite dell'amico Denis Pazzaglini, suo ex meccanico, ancora in MotoGp con lo spagnolo Dani Pedrosa. Una foto dei due in bici, con casco e tenuta da ciclista, era stata scattata poche ore prima dell'incidente e postata su Instagram: Nicky e Denis apparivano sorridenti.

L'incidente
Intanto non si fermano le indagini del corpo intercomunale di polizia municipale dei Comuni di Riccione, Cattolica, Coriano e Misano Adriatico, coordinati dal comandante Pierpaolo Marullo, che sembrano aver ormai fatto chiarezza sulla dinamica dell'incidente. E la versione delle forze dell'ordine darebbe ragione all'automobilista, un ragazzo 30enne di Morciano di Romagna, che nei giorni scorsi aveva raccontato al Resto del Carlino: «Stavo andando al lavoro quando lui è sbucato di colpo allo stop». E in effetti la sua Peugeot si stava dirigendo verso la zona industriale di Misano Adriatico, quando il Kentucky Kid, in sella alla sua bici, avrebbe tirato dritto senza rispettare il segnale di precedenza all'incrocio tra la via Ca' Raffaelli che stava percorrendo e via Tavoleto. A quel punto non si è potuto evitare l'impatto, nel quale l'ex campione del mondo di MotoGP ha prima sfondato il parabrezza dell'auto ed è poi stato sbalzato sull'asfalto. Secondo quanto riporta la testata locale online Rimini Today, a confermare questa versione ci sarebbe anche un filmato proveniente dall'impianto di videosorveglianza di una casa che si trova a poca distanza dal luogo dello schianto. Gli inquirenti stanno valutando se il pilota fosse distratto dalla musica dell'iPod che è stato ritrovato, ancora acceso, durante i rilievi sulla strada. L'alcool test ha confermato che l'automobilista non stava guidando in stato di ubriachezza (non sono ancora giunti invece gli esiti del test antidroga), ma su di lui il pubblico ministero Paolo Gengarelli ha comunque aperto un fascicolo, come atto dovuto, con l'ipotesi che stesse viaggiando ad una velocità superiore al limite di 50 km/h. Ora l'inchiesta proseguirà con la nomina dei periti sia dell'accusa che dei legali delle parti.

Il ragazzo non era sotto l'effetto di alcol
«Mi dispiace, mi dispiace», avrebbe ripetuto più volte il ragazzo, sempre secondo il sito, ai parenti che in questo momento gli si sono stretti attorno. Il padre del ragazzo ha chiesto di poter incontrare i familiari di Kentucky Kid, la mamma Rose e il fratello maggiore Tommy, che proprio ieri sono atterrati a Bologna dagli Stati Uniti e poi hanno raggiunto Cesena per poter stare più vicino all'ex campione del mondo di MotoGP attualmente in nosocomio. L'uomo è stato sottoposto ad un alcool test che ha dato esito negativo e al momento non risulta indagato per la tragica fatalità, sulla quale stanno proseguendo con i loro accertamenti le forze di polizia di Riccione, Misano, Coriano e Cattolica, tutti intervenuti sul posto.