9 dicembre 2019
Aggiornato 23:00

Milan: la difesa è diventata un colabrodo

Sui pessimi risultati della squadra di Montella nell’ultimo periodo influisce e non poco il disastroso rendimento del reparto arretrato, orfano di Romagnoli e a cui i prodigi di Donnarumma non bastano

MILANO - Il Milan è in caduta libera, in picchiata verticale, ma pur sempre in corsa per il sesto posto. Nell’ultimo mese la squadra di Montella ha racimolato appena una vittoria (4-0 al derelitto Palermo) e ben tre sconfitte, di cui due a San Siro (contro Empoli e Roma), oltre agli inopinati pareggi contro Pescara e Crotone, vale a dire due delle ultime tre della classifica. Dopo il rocambolesco pareggio nel derby, insomma, i rossoneri sono regrediti completamente e soltanto l’andamento ancora peggiore di Inter e Fiorentina rende ancora possibile la qualificazione della formazione milanista alla prossima Coppa Uefa. Grandi responsabilità le sta palesando il reparto arretrato, diventato un’autentica banda del buco dopo l’incoraggiante avvio di stagione che aveva portato addirittura il Milan al secondo posto della classifica; a parte Donnarumma, vero e proprio fenomeno della squadra, il resto della difesa è ora un pericoloso colabrodo con 9 reti incassate nelle ultime 4 partite.

Disastri singoli

Al pessimo rendimento dei terzini (De Sciglio inguardabile, Vangioni debole e timido, Calabria inconcludente e distratto), si stanno aggiungendo anche le ignobili prestazioni dei difensori centrali, con Paletta che colleziona un’espulsione dopo l’altra, oltre ad esser diventato impacciato e in costante ritardo sugli avversari, brutta, bruttissima copia dell’autoritario stopper ammirato nel girone d’andata. Stesso discorso per Zapata, a cui andrà probabilmente la riconoscenza per il gol nel derby al 96’ che a conti fatti varrà quasi certamente l’Europa, ma che sta inanellando una serie di sciagure da ritiro immediato dall’attività agonistica. Se a questo si aggiunge l’infortunio di Romagnoli che ha saltato le ultime tre partite e l’inadeguatezza di Gustavo Gomez, tanti, se non tutti i pasticci difensivi del Milan si possono spiegare con quanto riportato sopra. L’organico milanista va rifondato e la difesa in particolar modo avrà bisogno di una rivoluzione pressoché totale.