10 dicembre 2019
Aggiornato 14:00

Maverick Vinales vola, ma non è invincibile: «Oggi ho fatto un grosso errore»

La prima caduta da quando è salito sulla Yamaha è stata tutta colpa sua: «Mi sono arrabbiato con me stesso». Eppure, rialzatosi, è subito tornato al comando. E non ha nessuna intenzione di fermarsi: «Posso fare ancora meglio di così»

Maverick Vinales ai box Yamaha in Qatar
Maverick Vinales ai box Yamaha in Qatar Michelin

DOHA – C'è una buona notizia per tutti i suoi avversari: anche Maverick Vinales è un essere umano, anche lui può sbagliare. Gli è successo, per la prima volta da quando è salito sulla Yamaha, nella seconda sessione di prove libere di questo pomeriggio: «Stavo spingendo e ho ritardato troppo la frenata – racconta – Invece di allargare la traiettoria ho cercato di fare la curva e sono caduto. Mi sono arrabbiato molto con me stesso, non posso permettermi errori così grossi». Top Gun non è invincibile, dunque, ma fortissimo comunque sì. Rialzatosi e ripulitosi dalla polvere, infatti, nel terzo turno della serata è tornato puntualmente davanti a tutti, seppur con un tempo di mezzo secondo più alto del suo limite stabilito ieri: «Non so perché, ma la pista continua a peggiorare – spiega – Oggi era molto più scivolosa e non c'era aderenza al posteriore. Perciò non ho spinto al massimo, nel mio giro migliore potevo togliere qualche decimo. Piuttosto, ho cercato di fare delle serie di tanti giri e, in generale, sono contento: anche con le gomme usate giravo in 1:55».

Veloce ma non ancora perfetto
E ha tutti i motivi di essere contento, il giovane catalano. Mentre alle sue spalle gli inseguitori si avvicendano di sessione in sessione, lui resta più o meno sempre lì, saldo in vetta: «Ma so che anche i miei avversari sono veloci – mette le mani avanti – Dovizioso, ad esempio, può andare molto forte, ma oggi la pista era strana... Comunque io posso andare molto più forte domani. E dovrò lavorare anche sull'aderenza, nel caso in cui in gara le condizioni di pista siano le stesse di oggi». Tutti, ormai, lo considerano il favorito d'obbligo alla vittoria del Gran Premio inaugurale in Qatar, e forse anche del Mondiale. Ma lui continua a concentrarsi sul programma da svolgere, da buon professionista qual è, affamato di perfezione e di successo. Parla poco e spinge tanto, proprio come fanno i campioni. E lui, campione, sembra ormai davvero pronto per diventarlo.