7 luglio 2020
Aggiornato 11:00
Calcio

Nuovo Milan cinese: l’ultimo nome è Lacazette. Ma quali trattative sono reali?

Non c’è giorno in cui ai rossoneri non venga accostato un nome per la prossima campagna acquisti, la prima della nuova proprietà. Il rischio è di gettare nel calderone anche calciatori a cui la società milanista non è interessata

MILANO - Ormai ci siamo, ancora una decina di giorni e poi il Milan passerà dalle mani di Silvio Berlusconi a quelle della cordata cinese che fa capo alla Sino Europe Sports. Della trattativa per il passaggio di proprietà si sa ormai quasi tutto e si aspetta solo l’ufficialità, poi la nuova dirigenza si insidierà a Milanello ed avrà a disposizione quasi 150 milioni di euro per la campagna acquisti la prossima estate. Il quesito dei tifosi è: come e per chi spenderli? Quali sono i nomi giusti per costruire un nuovo Milan vincente?

Tanti, troppi nomi

E così ecco che ogni giorno dalla stampa, italiana ed estera, esce fuori un nome, un calciatore che il nuovo Milan starebbe seguendo e che diventa obiettivo per la prossima campagna acquisti. Ieri Keita della Lazio, l’altro ieri Aubemeyang del Borussia Dortmund, ieri l’altro Benzema, un mese fa Belotti, oggi, infine, ecco spuntare Alexandre Lacazette, centravanti del Lione, gol a palate nelle ultime stagioni con la squadra francese. Lacazette, 21 reti in 21 partite finora quest’anno, sarebbe finito nel mirino di Fassone e Mirabelli, futuro amministratore delegato e direttore sportivo milanista, pronti a cedere Bacca al miglior offerente per arrivare all’attaccante transalpino di origini della Guadalupa, classe 1991, uno dei calciatori più prolifici d’Europa. Il punto è: come fa una società a cambiare obiettivo di giorno in giorno? Passare da Benzema a Lacazette nel giro di poche ore, senza conferme o smentite, senza cifre, senza, forse, reali e concrete offerte. Perché se la nuova dirigenza rossonera sta sondando effettivamente nomi di questo calibro, allora i tifosi del Milan possono ricominciare a sognare, ma se il vuoto di potere in società sta ingolosendo stampa, addetti ai lavori e procuratori, facendo spuntare nomi come funghi, allora è necessario che il popolo milanista resti coi piedi per terra, senza esaltazioni e senza preoccupazioni, aspettando che i nuovi dirigenti inizino a programmare il futuro e il rilancio dell’ex club più titolato al mondo.