17 ottobre 2019
Aggiornato 22:30

Vangioni, Sosa, Luiz Adriano: il Milan li mette sul mercato, ma nessuno li vuole

I rossoneri, in attesa dei soldi cinesi, provano a piazzare qualche esubero, ma le richieste scarseggiano

MILANO - Il Milan ci prova lo stesso: fare mercato a gennaio senza passaggio di proprietà sarà difficile, ma perché non tentare qualcosa comunque? Un’idea di Adriano Galliani è quella di raggranellare qualche spicciolo con la cessione di alcuni elementi che il tecnico Montella prende poco o nulla in considerazione, ed i nomi più gettonati per essere esposti sulla bancarella rossonera invernale sono quelli di Leonel Vangioni, Josè Sosa e Luiz Adriano. Le tre situazioni sono diverse ma allo stesso tempo simili fra di loro: il terzino argentino, prelevato a parametro zero dal River Plate, non è stato mai utilizzato in gare ufficiali da Montella, mai preso in considerazione, mai neanche nominato dal tecnico campano in conferenza stampa e per cui qualche timida richiesta c’è stata, soprattutto da Portogallo e Spagna, ma senza offerte concrete. Per quanto riguarda Sosa, invece, di richieste non ce ne sono proprio: il centrocampista argentino è costato quasi 10 milioni al Milan lo scorso luglio ed è stato forse l’unico errore di Montella finora: chiesto dall’allenatore viola, Sosa ha sempre deluso nelle pochissime occasioni in cui è stato mandato in campo, poca concretezza e poco dinamismo per l’ex del Napoli e del Besiktas, in odore di cessione e mal sopportato dal pubblico milanista. In Turchia qualcuno lo rivorrebbe, ma le possibilità di un suo ritorno ad Istanbul sono molto basse. Infine Luiz Adriano, ormai impresentabile, spaesato in campo, senza voglia di lottare; per il brasiliano le richieste non mancano, specialmente da Russia, Cina e Portogallo ed è l’unico dei tre da cui il Milan potrebbe incassare qualcosa, l’unico che permetterebbe ai rossoneri di conservare un tesoretto e rinforzare l’organico in vista della rincorsa all’Europa. Tutti e tre sul mercato, tutti e tre pronti a lasciare Milanello, ma alla porta di Adriano Galliani rischia di non esserci una coda particolarmente lunga.