23 agosto 2019
Aggiornato 02:30

Niang e Montella, le spine del Milan a Roma

Il rigore fallito e la pessima prestazione del francese, le scelte cervellotiche del tecnico: i motivi principali del ko rossonero all'Olimpico

ROMA - Parliamoci chiaro: la sconfitta di Roma è stata dignitosa per un buon Milan, una squadra che sta lottando con le unghie e con i denti, andando oltre le aspettative e probabilmente oltre le sue possibilità. Una sconfitta anche sfortunata, vedi il calcio di rigore sciupato da Niang nel primo tempo, vedi un gol subìto a causa di una prodezza di un campione come Radja Nainggolan, uno che oggi avrebbe potuto indossare la maglia rossonera se solo Berlusconi avesse tirato fuori i soldi nel gennaio del 2014 anzichè regalare al Milan il fantasma di Essien. Ma il ko di Roma che estromette definitivamente la squadra milanese dalla lotta scudetto (ammesso che qualcuno ci pensasse anche prima) e ne mette a forte rischio anche il terzo posto considerando organico e risveglio del Napoli, ha due colpevoli più di altri: M'Baye Niang e Vincenzo Montella. 

Serata no

L'attaccante francese, dopo l'orripilante prestazione contro il Crotone, condita da un calcio di rigore fallito, all'Olimpico ha voluto concedere un bis non richiesto: prova oscena ed altro tiro dagli undici metri gettato alle ortiche, errore stavolta decisivo anche per il risultato finale. Niang si è mostrato molle, impacciato, abulico, non solo per il rigore ma in tutto l'atteggiamento avuto in campo, segno che qualcosa nell'ex genoano non sta girando; gli manca il gol, gli mancano gli spunti e lui si irrita, ciondolando in mezzo al rettangolo verde aspettandosi che i problemi si risolvano da soli. Esce dalla lotta ed è troppo umorale, se Montella avesse dei cambi validi a disposizione lo terrebbe volentieri in panchina. A proposito del tecnico campano, va bene l'atteggiamento offensivo, va bene l'aver affrontato la Roma all'Olimpico a viso aperto e con sfrontatezza, ma la gestione dopo la rete di Nainggolan è stata oggettivamente incomprensibile: togliere Lapadula per inserire il comico Luiz Adriano non ha convinto nessuno, a cominciare dal centravanti torinese, inserire Honda e Mati Fernandez, poi, non poteva e in effetti non ha risolto nulla, vista l'inconsistenza del giapponese e la lentezza cronica del cileno. Il Milan e Montella meritano un voto eccellente per la prima fase della stagione, ma la gara di Roma mette un paio di protagonisti rossoneri dietro la lavagna. Peccato.