12 dicembre 2019
Aggiornato 23:00

L'asfalto più caldo di sempre: 61 gradi! Ma le gomme reggono

Temperature record sulla pista di Sepang durante le prove libere: piloti e team hanno sfruttato la giornata di ieri per saggiare la nuova copertura del circuito. Tra pneumatici medi e soft c'è oltre un secondo di distacco

Le gomme sulla pista di Sepang
Le gomme sulla pista di Sepang Pirelli

SEPANG – All’inizio della seconda sessione di prove libere a Sepang sono state registrate le temperature della pista più alte che si ricordino: 61 gradi. Le temperature hanno oscillato per tutta la giornata, un fattore che ha influenzato i tempi sul giro. Piloti e team hanno effettuato simulazioni di qualifica e long run stile gara, utilizzando tutte e tre le mescole disponibili: hard, medium e soft. Il focus principale del lavoro di oggi è stato capire il nuovo asfalto di Sepang: la riasfaltatura ha, infatti, eliminato tutte le irregolarità e modificato le traiettorie, oltre a rendere meno abrasiva la superficie. Finora sembra che la pista sia molto più veloce, con i tempi migliori che hanno già battuto quelli dell’intero weekend dello scorso anno. È comunque piuttosto difficile per i team avere un quadro preciso di consumo e degrado, per via del tempo perso nelle prime libere dopo una bandiera rossa, delle temperature variabili della pista e della sua evoluzione. A complicare ulteriormente le cose, il fatto che le qualifiche di domani si svolgeranno nel tardo pomeriggio, tre ore dopo l’ora di inizio del secondo turno, per cui non è detto che i dati di oggi siano rappresentativi. Anche il meteo potrebbe incidere, visto che le previsioni indicano cielo più nuvoloso per il resto del weekend, con rischio di pioggia durante la gara. Il miglior tempo del venerdì è stato quello segnato da Lewis Hamilton nel pomeriggio, 1:34.944 su pneumatici soft, al momento di circa 1.3 secondi più veloci rispetto alle medie. «Il nuovo asfalto in Malesia sembra essere più veloce e, nonostante le altissime temperature, tutte e tre le nostre mescole hanno risposto estremamente bene alle condizioni severe, consentendo tempi a volte di cinque secondi più veloci rispetto alle sessioni equivalenti dello scorso anno – commenta il direttore motorsport Pirelli, Paul Hembery – Ma, con la possibilità che per il resto del weekend le condizioni meteo cambino, ci sono ancora parecchie variabili in gioco, per cui diventa complesso pianificare una strategia».