13 novembre 2019
Aggiornato 18:30

Viñales, dopo il podio arriva il «no» a Valentino?

Il risultato storico di ieri in Francia (insieme all'ottima offerta economica) avrebbe fatto sciogliere definitivamente le riserve al talentino spagnolo. Che sarebbe pronto a rinnovare con Suzuki e a rifiutare la proposta di Yamaha.

Maverick Viñales e Valentino Rossi sul podio in Francia
Maverick Viñales e Valentino Rossi sul podio in Francia Michelin

ROMA – Un po' a sorpresa, un po' per fortuna (grazie alle tante cadute dei piloti che lo precedevano). Eppure, Maverick Viñales su quel podio a Le Mans alla fine ci è salito: per la prima volta nella sua carriera in MotoGP e anche per la prima volta per la sua Suzuki dall'ormai lontano 2008. «Una giornata incredibile, su una pista bellissima dove ottenni già la mia prima vittoria (nel 2011 in classe 125, ndr) – ha commentato a caldo – Oggi ho centrato uno dei miei obiettivi per questa stagione: cercare di salire sul podio». E chissà se questo podio gli avrà chiarito o meno le idee sul suo futuro. Da un lato, infatti, il giovane talento spagnolo ha avuto la conferma che anche la sua è una moto competitiva, e che è destinata a diventarlo sempre di più con il passare del tempo: «Questa bella gara ci motiva molto a sviluppare la moto e ad iniziare ad andare più forte», conferma lui stesso. Dall'altro, però, il suo potenziale futuro datore di lavoro, la Yamaha, è l'unico team riuscito a fare ancora meglio del suo, dominando il Gran Premio di Francia con una doppietta.

Viñales impenna sul traguardo di Le Mans
Viñales impenna sul traguardo di Le Mans (Michelin)

La scelta di Maverick
Il 21enne di Figueres, da parte sua, giura di non avere ancora preso una decisione. Che pure è imminente, visto che il suo piano è quello di sciogliere le riserve già al suo ritorno a casa dalla Francia, prima del prossimo appuntamento iridato in programma il 22 maggio al Mugello. «Sarà una decisione molto difficile, ma ogni giorno che passa ho le idee più chiare e alla fine la prenderò – ha rivelato ieri dopo la gara – Ho bisogno di pensarci a casa, da rilassato. Mi serve tempo per pensarci ed è difficile concentrarmi quando mi vengono poste cento domande. Perciò, appena potrò, la prenderò». Eppure, le voci di paddock circolate con sempre più insistenza nel corso del fine settimana sostengono che, in fondo in fondo, i suoi dubbi Maverick li abbia già risolti. E in favore della sua attuale squadra, la Suzuki. Il suo team principal Davide Brivio, insomma, sarebbe riuscito a convincerlo a restare: «Se decidessi di andarmene, probabilmente piangerei», ha buttato lì, tra il serio e il faceto, il promettente iberico. Ma il motivo non sarebbe solo legato al cuore, allo spirito di squadra e al sogno di riportare al successo un marchio storico del Motomondiale, diventandone una bandiera, un nuovo Kevin Schwantz. Più prosaicamente, anche l'offerta economica di cinque milioni che la casa di Hamamatsu gli avrebbe messo sul tavolo, giocando al rialzo su quella della Yamaha, avrebbe fatto la sua parte.

Maverick festeggia con il team Suzuki
Maverick festeggia con il team Suzuki (Michelin)

Il piano B di Yamaha
E se, effettivamente, dovesse rifiutare le sirene di Iwata e rinnovare il suo attuale contratto, chi sarebbe il nuovo compagno di squadra di Valentino Rossi? Con ogni probabilità, Dani Pedrosa, ovvero proprio il pilota che Viñales ha battuto nella lotta per il podio di ieri pomeriggio. Inizialmente, il suo nome sembrava buttato nella mischia solo per mettere pressione a Maverick nel clou delle trattative. Poi, la sua candidatura ha assunto via via maggior consistenza, fino ad essere giunti addirittura, sempre secondo i soliti ben informati, alla firma di un precontratto già nei giorni scorsi. D'altra parte, di alternative spagnole (come pretende lo sponsor Movistar) e certamente all'altezza di un top team come lui non sembrano essercene poi molte...