29 settembre 2020
Aggiornato 12:30
Calcio

Johan Cruijff e il Milan: dal Mundialito alla finale di Atene

Il filo conduttore fra il compianto campione olandese e la squadra milanese, un destino che si è incrociato in occasioni così diverse tra di loro e al contempo così romantiche

MILANO - Johan Cruijff e il Milan: il binomio è di quelli pesanti quando si parla di calcio, perché sono in ballo i nomi di uno dei calciatori più forti della storia di questo sport e di una delle squadre più vincenti e spettacolari mai viste. Cruijff, campione assoluto e protagonista con Olanda, Ajax e Barcellona di un calcio totale irripetibile, non ha mai giocato in Italia, del resto negli anni settanta le frontiere erano chiuse e nessun calciatore straniero poteva essere acquistato da formazioni di serie A. Ma il 16 giugno del 1981 qualcosa accadde, Cruijff incontrò la maglia rossonera in un’avventura breve, probabilmente inutile, eppure dal sapore di grande calcio.

Il Mundialito
Il Mundialito è un’invenzione di Silvio Berlusconi, a cui tutto si potrà imputare tranne l’essere un precursore e un innovatore. L’attuale presidente milanista nel 1981 è un imprenditore che ha appena fondato Canale 5, il primo canale Fininvest che nasce con l’intento di contrastare quella Rai che da sempre ha il monopolio della tv italiana; nessuno crede che ciò sarà possibile, ma Berlusconi sa il fatto suo e prova ad incentivare sponsor e tifosi organizzando un torneo di calcio internazionale, col Milan come protagonista, ovvero la squadra che Berlusconi ha in mente di acquistare nel giro di qualche anno e che in quel momento naviga in serie B, strascico del coinvolgimento rossonero nello scandalo del calcio scommesse. E’ un bel colpo, perché il Milan non gioca le coppe europee da qualche anno e, seppur in un torneo amichevole, i tifosi rossoneri possono riassaporare quel gusto continentale di cui è rimasto solamente il ricordo. Ma manca la ciliegina che attiri l’entusiasmo: Berlusconi ha un lampo, vuole portare Cruijff (tesserato con l’Ajax) a giocare il torneo con la maglia del Milan; il futuro presidente del consiglio non si spaventa di fronte alla difficoltà di strappare anche solo temporaneamente il campione olandese dalla sua squadra di appartenenza, va a parlare con i dirigenti della formazione di Amsterdam e strappa il sì: Johan Cruijff giocherà col Milan, anche se l’accordo è per una sola partita e per uno solo dei due tempi. Il bello è che la partita in questione è Milan-Feyenoord, ovvero i rossoneri contro la rivale storica dell’Ajax, un po’ come se il Milan avesse prestato Rivera al Real Madrid per una partita contro l’Inter. Cruijff gioca il primo tempo, qualche tocco sublime, ma fondamentalmente svolge il compitino senza sbavature ma badando a non farsi male; il pubblico applaude, poi il Profeta Del Gol lascia spazio a Francesco Romano e si imbarca sul primo volo Milano-Amsterdam. Negli occhi di Milanisti quella foto storica, quell’immagine indelebile ed indimenticabile. Era un torneo estivo di nessuna importanza, e chi se ne frega.

La finale di Atene
Ben più rilevante sarà l’ultimo scontro-incontro fra Cruijff e il Milan. E’ il 18 maggio del 1994, allo stadio Olimpico di Atene si gioca la finale di Coppa Campioni fra il Barcellona allenato da Cruijff e il Milan degli Invincibili di Fabio Capello. Gli spagnoli sono favoritissimi, hanno una squadra eccezionale e affrontano un Milan orfano della coppia di difensori centrali Costacurta e Baresi, entrambi squalificati. Capello deve fare di necessità virtù, ma prepara meticolosamente la partita, Cruijff invece rilascia interviste a destra e a sinistra, in una dice che il Barcellona è l’espressione migliore del calcio europeo e tutto il mondo dovrà accorgersene, in un’altra si chiede come quel Milan possa battere la sua squadra. Il Milan effettivamente non batte il Barcellona, lo schianta con un 4-0 dal sapore di mattanza e non lascia agli spagnoli neanche il becco di un’azione pericolosa; Massaro due volte, Savicevic e Desailly schiantano il supponente avversario, Crujiff perde tanta della sua sicurezza iniziale, il Barcellona torna da Atene con una sconfitta epocale, il Milan è in trionfo. Anni dopo, l’ex asso olandese farà mea culpa per quelle dichiarazioni e riconoscerà l’immensità di quel Milan; un passo indietro degno di un grande campione e di un grande uomo, Johan Cruijff se n’è andato adesso e già si sente la sua mancanza.