17 agosto 2019
Aggiornato 19:00

Aprilia torna in Superbike, Melandri no

La casa di Noale, che aveva annunciato il suo ritiro in prima persona dalle derivate di serie, rientra tramite il team privato Iodaracing, con Alex de Angelis. Macio, invece, non correrà in Sbk: fallito l'aggancio alla Mv Agusta

ROMA – Una notizia buona e una cattiva per la pattuglia italiana nel Mondiale Superbike. La novità positiva riguarda la Aprilia, che al termine della scorsa stagione aveva annunciato il ritiro della squadra ufficiale (vincendo le sue ultime due gare sul circuito del Qatar) per concentrarsi unicamente sulla nuova avventura in MotoGP. Oggi è arrivato il dietrofront: le Rsv4 Rf continueranno ad essere schierate nel campionato delle derivate di serie. Non direttamente, ma appoggiandosi a un team privato: la Iodaracing che fino all'anno scorso correva con le Art della casa di Noale nella classe regina del Motomondiale. A rivelarlo è la Gazzetta dello Sport. La scuderia di Giampiero Sacchi, insomma, trasloca armi e bagagli in Sbk, portandosi dietro la partnership con lo stesso marchio e il pilota di punta, Alex de Angelis. Da definire ancora il nome del suo compagno di squadra: gli aspiranti che bussano alla porta sono tanti, la maggior parte italiani, ma in pole position sarebbe il 22enne cesenate Lorenzo Savadori, che l'anno passato, sempre con Aprilia, dominò la serie cadetta della Superstock. Di alto profilo anche il resto della squadra: dal direttore tecnico Mauro Noccioli, che portò nel 1997 Valentino Rossi a vincere il suo primo Mondiale in classe 125, fino agli ingegneri che si occuperanno dell'elettronica Apx, il sistema proprietario che per anni ha rappresentato l'arma in più di questa moto, prestati direttamente dalla casa madre. Giusto il tempo di mettere in pista le moto per un primo test, probabilmente al Mugello, e poi si partirà per l'Australia, dove il 27 febbraio scatterà la stagione 2016.

Macio getta la spugna
La brutta notizia per i nostri colori, invece, riguarda il forfait di un pilota che di Aprilia fu colonna portante, fino al brusco e tormentato divorzio da Noale l'anno scorso in MotoGP: Marco Melandri. Da allora Macio non è più sceso in pista, ma ha trascorso gli ultimi mesi alla disperata ricerca di un nuovo sellino per questa annata. La chance più realistica sembrava anche per lui quella del Mondiale Superbike, dove era aperto un canale con la Mv Agusta, che lo aveva voluto nel novembre scorso come collaudatore di lusso. Eppure, l'idea di metterlo sotto contratto anche come pilota titolare non è piaciuta alla storica casa di Varese né al team Forward che da quest'anno ne gestirà la squadra corse: lo stesso primo pilota Leon Camier aveva dichiarato nei giorni scorsi che un suo arrivo avrebbe rappresentato «al 100% un dato negativo». Oggi, lo stesso pilota ravennate ha comunicato al mondo che questo matrimonio non s'ha da fare: «Niente Sbk per me – ha twittato dal suo profilo ufficiale – Grazie a chi ci ha provato fino in fondo, ma non ci sono le condizioni per far bene, ed essere solo un numero non fa per me». Per il 33enne, ex vicecampione del mondo in MotoGP e in Superbike, le opzioni per non rimanere a piedi sono ora ridotte al lumicino. Tanto da considerare anche il passaggio alle quattro ruote, nel Gt3 asiatico.