15 luglio 2020
Aggiornato 06:30
Un team italiano in meno nelle derivate di serie

Il malinconico addio di casa Aprilia

Il costruttore di Noale ha deciso: lascia il Mondiale Superbike, dove ha vinto tanto, per concentrarsi completamente sulla MotoGP, dove invece finora è stata solo una comprimaria. E si prospettano grandi novità per il 2016

NOALE – Ora, purtroppo, è ufficiale: la Aprilia lascia il Mondiale Superbike. Nemmeno la straordinaria superiorità vista nell'ultimo appuntamento stagionale in Qatar, dove i due piloti Leon Haslam e Jordi Torres hanno vinto entrambe le gare, dimostrando che la Rsv4 può ancora dire la propria tra le derivate di serie, è bastata a cambiare i piani della casa di Noale. Dunque, dal 2016, addio all'impegno diretto in Sbk, campionato dominato negli ultimi anni prima con Max Biaggi e poi con Sylvain Guintoli: il costruttore italiano vuole infatti investire tutto il proprio tempo e tutte le proprie risorse sulla MotoGP, all'inseguimento di quel sospirato salto di qualità con la nuova moto Rs-Gp, dopo una stagione di debutto da comprimaria.

Decisione presa
La conferma della decisione definitiva presa dalla Aprilia è arrivata direttamente dal responsabile del reparto corse Romano Albesiano: «Non ci sarà una partecipazione diretta, o semi-diretta come in questa stagione – ha rivelato a GP One – Se poi ci saranno squadre che vorranno usare le nostre moto saremo ben lieti di sostenerli, in questo momento stiamo parlando con due team. La nostra concentrazione sarà sulla MotoGP. Abbiamo dato tanto a quel campionato e abbiamo anche ricevuto molto, ma questa è una decisione strategica presa dall’azienda. Penso che tutto quello che volevamo dire in Sbk lo abbiamo detto, ora ci impegneremo sulla MotoGP, in futuro potremmo tornare sui nostri passi».

Meglio la MotoGP
La motivazione della scelta è dipesa dalle potenzialità dei due campionati: «La Sbk è un campionato importante ma la MotoGP è il palcoscenico principale, da un punto di vista sia tecnico che mediatico – prosegue Albesiano – Nelle derivate di serie abbiamo dimostrato ripetutamente la nostra competitività, è venuto il momento di giocare in un’altra categoria, ben coscienti delle difficoltà. La MotoGP è il mondo dei prototipi, la Sbk della produzione e la Stock del prodotto di serie. Fino a ora abbiamo puntato alla categoria intermedia, sa qui i poi ci concentreremo sulle altre. Continueremo a dare supporto alle squadre in Superstock anche nel 2016, dopo avere vinto il campionato in questa stagione. Bisogna fare delle scelte, non siamo la NASA che può fare di tutto».

Biaggi collaudatore d'eccezione?
Spazio alla MotoGP, dunque: «L’obiettivo per la seconda stagione è stare costantemente nei primi dieci, nei primi cinque alla terza. Stiamo montando in questi giorni il motore e presto andrà al banco. Si tratterà sempre di un quattro cilindri a V stretta, molto più compatto dell’attuale. Il primo shakedown in pista spero sia a dicembre. Potremmo affidare la moto anche ad una seconda squadra esterna, stiamo parlando con la Iodaracing. E stiamo valutando come rafforzare il reparto corse. Intanto abbiamo ingaggiato Sam Lowes come collaudatore, ma sarà affiancato anche da un altro tester. Max Biaggi? Parleremo anche per lui, che è una grande risorsa per noi, in tutti i sensi».