15 aprile 2021
Aggiornato 10:30
Il caso choc

Riesumato il cadavere del campione di F1: c'è dietro un giallo

Il corpo di Juan Manuel Fangio, pilota argentino cinque volte iridato negli anni '50, sarà rimosso dal cimitero per analizzare il suo Dna: lo ha richiesto al giudice un uomo che sostiene di essere suo figlio

BUENOS AIRES – Sarà riesumato il mese prossimo il cadavere di Juan Manuel Fangio, leggendario campione di Formula 1 degli anni '50, rimasto a lungo il pilota più titolato nella storia dell'automobilismo (almeno fino all'inizio dell'era Schumacher). A prendere questa scioccante decisione è stato un giudice della sua nativa Argentina, che sarà chiamato ad esprimere una sentenza nell'ambito del processo per un intricato caso di attribuzione di paternità. Fangio, infatti, è finito al centro di una causa legale da parte di Oscar Cesar Espinoza, un uomo che sostiene di essere suo figlio. Per questo motivo si è reso necessario un test del Dna, che sarà eseguito il prossimo 7 agosto.

Un processo che fa discutere
Ma prima di poter procedere agli esami, naturalmente, sarà necessario rimuovere il corpo del grande campione dal cimitero di Balcarce, la sua città natale, e da qui trasportarlo alla vicina città di Mar del Plata, nei pressi della capitale Buenos Aires, dove verrà eseguito il prelievo del materiale genetico. Difficile fare pronostici sull'esito finale di questo caso che sta facendo comprensibilmente molto discutere l’opinione pubblica, sia in patria che fuori. La riesumazione del cadavere del pilota argentino, infatti, è stata l'ultima spiaggia per il giudice che non è riuscito a scoprire la verità con le carte che gli sono state sottoposte nei due anni da quando il processo ha preso il via. Da un lato, Fangio non si è mai sposato né tantomeno ha riconosciuto figli durante tutta la sua vita. Dall'altro, però, anche Espinoza ha delle frecce al suo arco: sua madre, Andrea Berruet, ha infatti avuto una lunga e nota relazione con lo stesso sportivo.

La carriera di un grande campione
Juan Manuel Fangio iniziò a correre negli anni '30, con una Ford Modello A, fino ad approdare al neonato campionato del mondo di Formula 1 negli anni '50, di cui vinse ben cinque titoli iridati (nel 1951 e poi ininterrottamente tra il 1954 e il 1957), a dispetto di un terribile incidente a Monza nel 1952 nel quale rischiò addirittura di perdere la vita. Famoso non solo per la sua grande velocità, ma anche per la lucida intelligenza nella gestione delle gare e della sua intera carriera, durante la quale riuscì sempre ad accasarsi nelle squadre più competitive (da Alfa Romeo a Ferrari passando per Mercedes e Maserati), Fangio vinse in totale ben 24 Gran Premi. Tra pochi giorni sarà celebrato il ventennale dalla sua scomparsa, datata 17 luglio 1995, avvenuta all'età di 84 anni.