28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
La famiglia e l'entourage del campione di Formula 1 restano in silenzio

Michael Schumacher, è giallo sulle sue condizioni di salute

Negli ultimi mesi non è trapelato nessun aggiornamento sulla sua lotta per la guarigione dal terribile incidente sugli sci. Il motivo? La sua manager Sabine Kehm minaccia querele a tutti i giornalisti che osino parlarne

GINEVRA – Silenzio stampa perpetuo. Questo è stato l'unico compito a cui si è dedicata negli ultimi mesi Sabine Kehm, manager di Michael Schumacher nonché sua ex portavoce, nel tentativo di non far trapelare sui media internazionali la benché minima notizia sullo stato di salute del suo famoso protetto. Da quando, a fine 2013, la leggenda della Formula 1 si infortunò per colpa della tragica caduta sugli sci, la famiglia Schumacher e la cerchia più ristretta del suo entourage ha tenuto sotto severissimo controllo la sua privacy.

Minacce legali ai giornalisti
E la situazione si è ulteriormente aggravata nei mesi scorsi, durante i quali non è apparsa praticamente nessuna notizia a riguardo dei progressi compiuti dal sette volte campione del mondo, mentre lotta per la sua difficile e lunga guarigione. «Il silenzio della stampa tedesca e svizzera, in particolare, è sorprendente – osserva il settimanale Autosprint – poiché sono loro ad avere più fonti dirette. La spiegazione sta nella condotta di Sabine Kehm, la manager di Schumacher, che fa inviare sistematicamente lettere dai suoi avvocati minacciando cause legali ogniqualvolta un giornale diffonde la più piccola informazione sulla salute del pilota tedesco. E persino lo staff medico che assiste Schumacher in casa sua ha dovuto firmare una serie di clausole di confidenzialità molto restrittive». C'è da chiedersi il vero motivo di tutta questa paranoica riservatezza. Un conto è evitare lo sciacallaggio mediatico, un altro negare ai tanti tifosi che l'ex pilota Ferrari e Mercedes ancora vanta in tutto il mondo il diritto di sapere come sta il loro beniamino. E magari di fargli sentire, pur a distanza, il proprio affetto.

La famiglia Bianchi, invece...
Un approccio completamente opposto a quello della famiglia di Jules Bianchi, coinvolto anche lui in un tremendo schianto l'anno scorso durante il Gran Premio di Formula 1 a Suzuka. Ad oltre sei mesi dal suo incidente, il giovane francese resta in coma e suo padre Philippe ha rivelato solo poche settimane fa al quotidiano francese Nice-Matin che le novità al riguardo sono poche. Ma papà Bianchi ha anche spiegato di aver voluto comunque rilasciare l'intervista «come segno di rispetto per tutte le persone che continuano a inviare a Jules bei messaggi di affetto e incoraggiamento ogni giorno. Queste persone che pensano a lui e pregano per lui ci danno una motivazione favolosa. Sono sicuro che Jules li sente! Oggi voglio ringraziarli tutti di nuovo e assicurare loro che daremo tutte le notizie, buone o cattive». Perché negare questi gesti di incoraggiamento anche al grande campione Schumi?