31 maggio 2020
Aggiornato 17:30
Motomondiale | Dopo i test di Sepang

Marco Melandri, il rientro in MotoGP è già un flop

Ultimo posto a quasi cinque secondi dalla vetta: il debutto sulla nuova Aprilia è da allarme rosso. Tanto da far ipotizzare una soluzione d'emergenza: il clamoroso ritorno in Superbike.

NOALE – Si dice sempre che i risultati dei test invernali vadano analizzati tenendo i piedi per terra. Che sia necessario aspettare prima di gridare al trionfo. Questo può valere per Marc Marquez, per Valentino Rossi o finanche per Andrea Dovizioso, i protagonisti delle prove di Sepang. Ma all'altro capo della griglia c'è un centauro italiano che è già stato costretto a correre ai ripari dopo soli tre giorni in pista, che non può permettersi di attendere oltre salvo rischiare che sia troppo tardi per rimediare. E il cui flop si sta già profilando come una certezza, o quasi.

Si tratta di Marco Melandri. A 31 anni, l'ex campione del mondo della 250 ha accettato, dopo ripetuti dinieghi, il rientro in quella MotoGP da cui mancava ormai da cinque stagioni. Ovvero da quel maledetto 2008, durante il quale a bordo della Ducati si ritrovò in crisi mentre il suo compagno di squadra Casey Stoner si laureava vicecampione. Visti i risultati delle prime prove, il rischio è che quest'anno si trasformi in un tragico bis: a Sepang (tra l'altro una delle sue piste preferite, visti i risultati ottenuti in Superbike nelle ultime apparizioni) si è classificato ultimo in due delle tre giornate. Il suo miglior tempo è stato un imbarazzante 2:03.641, a quasi cinque secondi dal leader Marquez, ma soprattutto a 1.7 dal compagno Alvaro Bautista. E appena pochi decimi meglio di quanto fece nelle qualifiche delle derivate di serie, meno potenti di alcune decine di cavalli.

Abbastanza, insomma, per far scattare l'allarme rosso. Le dichiarazioni ufficiali dei vertici di Aprilia, che hanno voluto fortemente il suo nome come punta di diamante del ritorno ufficiale nella classe regina, per ora sono all'insegna della cautela. «Spero che Marco riesca a resettare qualcosa, perché non credo che abbiamo visto il vero Melandri in questi giorni – ha commentato il responsabile di Aprilia Racing, Romano Albesiano, a Crash.net – Persino guardarlo in pista è stato strano. Sicuramente per lui la situazione non è facile. Onestamente lo abbiamo spinto un po' per convincerlo a intraprendere questa sfida con noi, e lo abbiamo fatto perché sappiamo che è molto forte, sia in corsa che nello sviluppo della moto. Perciò spero che possa recuperare in fretta».

Forse più oneste sono state, invece, le dichiarazioni deluse del diretto interessato: «Non nascondo che mi aspettavo un debutto migliore, il feeling con la nuova moto è tutto da costruire». Certo, la debuttante RS-GP, uno sviluppo della ART utilizzata nella stagione scorsa in classe CRT/Open, ha a sua volta molta strada da fare. Ma chi conosce bene la fragilità psicologica dimostrata da Melandri nei momenti di crisi teme le conseguenze che potrebbero presentarsi se il pilota ravennate entrasse nuovamente nel tunnel. La soluzione, secondo alcuni, sarebbe quella di un clamoroso dietrofront, ovvero del ritorno in SBK. A test in corso, si tratterebbe di un azzardo (specialmente perché la stagione delle derivate di serie inizia solo tra dieci giorni in Australia). Ma dal secondo Gran Premio in Thailandia, lo scambio sarebbe teoricamente percorribile, piazzando al suo posto in MotoGP Jordi Torres, giovane ex Moto2 spedito in Superbike per farsi le ossa.

E se non ci fosse proprio modo di metterci una pezza in extremis? Allora "Macio" dovrebbe rassegnarsi a una probabile figuraccia, con la consapevolezza che sarebbe però l'ultima. Il contratto con Aprilia scade infatti a fine 2015 e il suo esperto manager Alberto Vergani sta già iniziando a pianificare il futuro. Che, se le trattative andranno in porto, potrebbe vedere Melandri tornare sì in Superbike, ma dalla porta principale: ovvero in sella a quella nuova Yamaha YZF-R1M pronta a giocarsi il titolo mondiale. Quello che Marco Melandri ha molte volte sfiorato senza mai riuscire a vincerlo. Almeno finora.

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