20 aprile 2019
Aggiornato 11:10
MotoGP | Il ricordo

Marco Simoncelli, oggi avrebbe compiuto 28 anni

La storia del campione romagnolo scomparso tragicamente, quando di anni ne aveva solo 24, in un terribile incidente durante il GP di Malesia. E il cui nome continua a vivere grazie all’impegno della sua famiglia.

CATTOLICA – Oggi, 20 gennaio, Marco Simoncelli avrebbe compiuto 28 anni. Li avrebbe compiuti se, tre anni fa, il destino non avesse deciso di tagliargli bruscamente la strada, in quel maledetto pomeriggio sul circuito di Sepang.

Era il secondo giro del Gran Premio della Malesia, la sua Honda stava per piegare come aveva fatto tante altre volte, quando da dietro arrivarono come due fulmini le moto di Colin Edwards e di Valentino Rossi. I due piloti si accorsero che il giovane romagnolo stava tagliando la curva 11 quando ormai non potevano più cambiare la loro traiettoria: lo travolsero e proprio Valentino, idolo d'infanzia di Marco, lo colpì sul collo con la ruota anteriore della sua Ducati, facendogli perdere il casco. La gara venne interrotta con la bandiera rossa e il giovane pilota ricoverato al centro medico, già in arresto cardiocircolatorio. Ma per lui non ci fu nulla da fare: poche ore dopo ne venne decretata la morte.

Simoncelli era uno dei talenti più promettenti della MotoGP. Nella classe regina era approdato nel 2010, dopo aver vinto il Mondiale nella 250cc due anni prima, e aveva dimostrato subito di essere all’altezza dei migliori: nella sua stagione di debutto era arrivato a punti in tutte le gare tranne due. «È stato un anno molto impegnativo e difficile, perché il livello della MotoGP è veramente alto – raccontava lui stesso – In più all'inizio io e la mia squadra (che mi ha seguito dalla 250) non avevamo esperienza e questo complicava ulteriormente le cose. Ma restando uniti e dando sempre il massimo siamo riusciti a fare una seconda parte di stagione sempre in crescendo e arrivando a ridosso dei migliori».

L'anno successivo arrivarono anche la sua prima pole position e il suo primo podio, in Repubblica Ceca, seguito dal secondo posto nel Gran Premio d'Australia a Phillip Island. In quella che sarebbe stata la sua ultima gara in carriera. Solo sette giorni dopo, il tragico incidente di Sepang che ne spezzò la vita, a soli 24 anni. «Mia moglie mi dice sempre che se Marco avesse fatto il muratore quel giorno sarebbe caduto dall’impalcatura – ha rivelato in una recente intervista a Canale 5 il padre Paolo – Ognuno di noi ha il suo destino: magari il percorso ce lo creiamo noi, ma arriviamo sempre a quel punto».

Ma se la carriera e la vita di SuperSic si sono interrotti troppo presto, il suo nome continua a sopravvivere ancora oggi. Nella fondazione a lui intitolata, che promuove progetti a favore dei diritti dei bambini, e che venerdì alle 21.30 festeggerà il suo compleanno con un grande evento al teatro Geox di Padova con cantanti, comici e volti noti della tv. Nella Sic58 Squadra Corse, il team nato due anni fa grazie alla sua famiglia, per aiutare la crescita dei giovani talenti italiani. E nello sport che ha tanto amato, che non lo dimenticherà tanto facilmente. «La morte di Marco Simoncelli ci ha ricordato i rischi che corriamo – ha ammesso il campione del mondo in carica Marc Marquez alla CNN – Sono rischi difficili da accettare, ma li conosciamo. Se amiamo il mondo delle corse e lo abbiamo scelto, dobbiamo scendere a patti con tutti i suoi aspetti». Anche quelli più tragici e inspiegabili.