5 dicembre 2019
Aggiornato 20:00

Prefetto di Roma: «Si sarebbe giocato anche con il morto»

Dichiarazioni forti di Giuseppe Pecoraro, prefetto di Roma, ma la bella notizia è che l’iintervento di chirurgia vertebrale sul tifoso napoletano è perfettamente riuscito. Intanto Malagò torna sui drammatici accadimenti di sabato sera: «La gente mi chiede di mandare via tutti». Tirato in ballo da Genny ‘a carogna, Speziale torna a parlare: «Io innocente».

ROMA - Dopo le dichiarazioni del Questore Mazza («non abbiamo chiesto nessuna autorizzazione ai tifosi del Napoli per disputare la partita»), le autorità di polizia tornano sulla questione. Stavolta è Giuseppe Pecoraro, prefetto di Roma, a dare la sua versione dei fatti di Roma, a distanza di due giorni: «Intorno alle 20.00 di sabato - spiega in un'intervista a la Repubblica -, ho chiamato il capo di gabinetto del ministro Alfano per informare che avrei fatto disputare la partita. Ho aggiunto che se il ministro fosse stato di diverso avviso sarei stato naturalmente pronto a riesaminare con lui la mia decisione. Non sono stato richiamato». E alla domanda se avrebbe fatto giocare anche se fosse arrivata la notizia che il tifoso napoletano non ce l'aveva fatta, risponde: «Avrei fatto giocare comunque». E con quale animo? «Con quello di un prefetto - aggiunge - che deve garantire il principio su cui si fonda uno Stato di diritto democratico e che, di conseguenza, è tenuto ad applicare la regola cardine dell'ordine pubblico. Il principio secondo il quale il diritto della maggioranza va tutelato dai tentativi di espropriazione e sovversione di una minoranza. Ieri sera, c'erano 55 mila tifosi per assistere a una partita e avevano diritto di farlo. E ce n'erano 5mila che sostenevano di volerlo impedire. Se avessi ceduto al ricatto di quella minoranza non solo sarei venuto meno al principio, ma il problema di ordine pubblico lo avrei creato io. E questo non è pensabile. Cosa si disse nel 2004 dopo la decisione di non far giocare il derby Roma-Lazio? Che le società e il prefetto di Roma avevano ceduto al ricatto delle curve».

OPERAZIONE A TIFOSO SPARATO E' RIUSCITA - A dispetto delle tante polemiche, l’unica nota lieta, e forse anche la più importante, è che l'intervento di chirurgia vertebrale su Ciro Esposito, il tifoso del Napoli ferito ieri è riuscito. Lo si apprende dal policlinico Gemelli dove è stato operato il 29/enne partenopeo. L'equipe dei medici che ha fatto l'intervento è coordinata dal prof. Francesco Tamburrelli. A quanto si apprende nei prossimi giorni i medici valuteranno l'impatto dell'intervento di riparazione delle lesioni causate dallo sparo.

MALAGÒ: MI CHIEDONO DI FARLI FUORI TUTTI - «E' imbarazzante la reiterazione di quello che avviene negli stadi, situazioni in fotocopia di quanto è accaduto anni fa. Significa che o non si è fatto nulla o lo si è fatto male. Ieri a Bergamo per una manifestazione sportiva mi è stato addirittura chiesto di mandare tutti a casa, di cacciare i colpevoli, non si sa nè dove nè come, perchè è stato un massacro». Sono le parole del presidente del Coni Giovanni Malagò al convegno «Etica il valore per il futuro dello Sport» che si e' tenuto questa mattina all'Acqua Acetosa a Roma, come riporta una nota degli organizzatori. Su quanto accaduto sabato nella finale di Coppa Italia il numero uno dello sport italiano ha aggiunto: «Televisioni e giornali non parlano d'altro. Logico che questo sia diventato l'argomento all'ordine del giorno. Domani ne parlerò in Giunta Coni, già programmata al di là di quanto accaduto a Roma. Dire che sono amareggiato, arrabbiato per quello che ho visto e' dire poco - prosegue Malagò -. Personalmente, dal primo giorno della mia presidenza, ho denunciato che ci sono cose che nel calcio non funzionano, anche se sono in molti a sostenere il contrario. Purtroppo in tanti mettono bocca su questa materia e al momento delle decisioni importanti si rimpallano le responsabilità, dicendo che il problema non investe la loro competenza».

SPEZIALE: ADDOLORATO PER FAMIGLIA RACITI, MA IO INNOCENTE - «Sono addolorato per la famiglia Raciti ma io sono innocente e voglio gridarlo a tutto il mondo». Lo ha affermato Antonino Speziale, condannato per l'omicidio preterintenzionale dell'ispettore capo di polizia Filippo Raciti, tornato prepotentemente agli onori delle cronache dopo l’exploit del capo ultrà del Napoli durante la finale di coppa Italia. La maglietta indossata da Genny ‘a carogna, con la scritta «Speziale libero» ha fatto il giro del mondo.