7 dicembre 2019
Aggiornato 20:30

Esibizione Ferrari a Gerusalemme, l'ira dei palestinesi: «illegale»

L'Autorità nazionale palestinese (ANP) ha chiesto all'azienda di Maranello di annullare la sua partecipazione al «Jerusalem peace road show». La richiesta, come riferisce il foglio palestinese Arabic People Daily è stata avanzata dal ministero dell'Informazione palestines

GERUSALEMME - «La Ferrari partecipa alla giudeizzazione di Gerusalemme». Con questo titolo il quotidiano giordano «Assabeel» esprime tutta l'indignazione dei palestinesi al «Jeresalem Peace road show», una esibizione di Formula Uno che per la prima volta porterà, il 13 e il 14 giugno, i bolidi di Formula Uno nelle strade della città santa ed alla quale parteciperà anche la Ferrari con Giancarlo Fisichella al volante di una F60. Un evento voluto dal sindaco di Gerusalemme Nir Barakat che però è fortemente contrastato dai palestinesi che bollano l'iniziativa come «illegale» e chiedono di «osteggiarla».

L'iniziativa ha sollevato polemiche nel mondo arabo, specie perché è stata organizzata a sole due settimane dal 46mo anniversario dell'occupazione della Città santa da parte di Israele nel 1967, come scrive appunto il foglio giordano per il quale l'evento rappresenta «parte degli eventi organizzati dall'occupazione per giudeizzare Gerusalemme e promuovere la sua ebraicità»

Intanto, L'Autorita' nazionale palestinese (Anp) ha chiesto all'azienda di Maranello di annullare la sua partecipazione al «Jerusalem peace road show». La richiesta, come riferisce il foglio palestinese Arabic People Daily è stata avanzata dal ministero dell'Informazione palestinese, che in una nota emessa domenica scorsa ha definito l'evento «un proseguimento della guerra di occupazione (israeliana) che continua a ripercuotersi sulla città santa di Gerusalemme». Per il ministero l'iniziativa «alla quale aderisce la Ferrari non può che essere una copertura ai crimini dell'occupazione e un sostegno ai piani di giudeizzazione e di falsificazione della verità».

«Rabbiose reazioni all'organizzazione israeliana di un evento automobilistico nella Gerusalemme occupata». È invece il titolo del sito sportivo Pal Sport contro «la nuova monopolizzazione israeliana della città già perpetratasi con la maratona dello scorso marzo». «L'iniziativa viola tutte le convenzioni e norme internazionali che considerano Gerusalemme una città occupata. È illegale organizzare alcunché su un territorio spogliato della legalità internazionale» ha dichiarato invece Khalid Qedwa, segretario generale della Automobil club palestinese, per il quale «bisogna mantenere il carattere arabo, islamico, cristiano e palestinese della città santa».

Infine, l'avvocato Ahmed al Roueizi, consigliere per la presidenza per gli Affari di Gerusalemme dell'Autorità nazionale palestinese, ha dichiarato che «Israele va avanti nella sua politica di monopolio della città occupata ricorrendo questa volta all'uso strumentale di temi sportivi ammantati d'una finta copertura umanitaria». Il consigliere, citato da Pal Sport, ha quindi chiesto di «osteggiare questa forma di normalizzazione sia a livello ufficiale che popolare».