14 maggio 2021
Aggiornato 03:30
La decisione confermata dall'UCI

Armstrong, revocati tutti i titoli

Condannato dall'agenzia antidoping statunitense per uso di sostanze illecite, saranno revocati tutti i titoli vinti dal 1998 compresi i sette Tour de France. Il Presidente dell'UCI: «Non vogliamo si ripetano mai più momenti così»

MILANO - Decisione confermata: a Lance Armstrong, condannato dall'agenzia antidoping statunitense per uso di sostanze illecite, saranno revocati tutti i titoli vinti dal 1998 compresi i sette Tour de France. «Non faremo ricorso contro quanto deciso dall'Usada - ha dichiarato in conferenza stampa il presidente dell'Uci Pat McQuaid -. Armstrong verrà privato di tutti i suoi titoli. E' un momento molto difficile e delicato per il ciclismo: non vogliamo che si ripetano mai più casi come questo».

NON ABBIAMO POTERE DI POLIZIA E CONTROLLO - «E' un giorno importante per il ciclismo - ha esordito McQuaid - che ha attraversato un momento molto difficile e lo sta ancora attraversando. Come Uci ci siamo dati delle priorità e delle risposte e il mio messaggio per corridori, sponsor e tifosi e' questo: il ciclismo ha un futuro. Il cammino comincia da oggi». Poi la conferma della sentenza Usada: «per Lance Armstrong non c'e' più posto nel ciclismo, una cosa del genere non accadrà mai più».
«L'Uci finora non ha risposto a un certo tipo di polemiche attorno a questa vicenda - ha aggiunto McQuaid - per quanto mi riguarda, ho riconosciuto che nel ciclismo esiste una cultura del doping ma sono sicuro che possiamo cambiarla, come dimostrano le parole di Wiggins e Gilbert. Una responsabilità dell'Uci? Le abbiamo, il nostro ruolo e' quello di gestire e amministrare questo sport. Queste cose però avvenivano dal 1998 al 2005, l'Uci e' sempre stata in prima linea nella lotta al doping ma non abbiamo potere di polizia e controllo. Possiamo solo mandare ai laboratori dei campioni da analizzare, anche se negli ultimi anni la situazione e' cambiata perché non ci sono più solo i controlli nelle competizioni ma anche fuori le stesse, che sono dispendiosi. Non avevamo le risorse per farlo ma ora c'e' anche più coinvolgimento da parte di tutti gli attori del ciclismo. E' facile guardare indietro e pensare che si potesse fare di più ma da quando sono presidente dell'Uci, nel 2007, ho cercato di fare il massimo per ripulire questo sport e cambiarne la cultura». Casi come quello di Armstrong, secondo McQuaid, dimostrano come «le forze dell'ordine siano fondamentali nel lavoro congiunto con le Federazioni. Solo quando e' entrata in gioco la polizia federale americana sono state scoperte cose importanti. Noi non abbiamo quel potere, e' la polizia a intraprendere operazioni e interventi fondamentali nella lotta al doping. Non dimentichiamo poi che tra il 2000 e il 2001 pochi governi avevano leggi contro il doping ma le cose sono cambiate, sono nate norme che vogliono combattere il doping nello sport».