6 giugno 2020
Aggiornato 22:30
Champions League | Ottavi di finale

Il Milan sfiora il baratro, ma è ai quarti

Rossoneri duramente sconfitti per 3-0 dall'Arsenal. Un match da batticuore, in cui la squadra di Allegri è stata travolta dalla paura dell'incredibile rimonta e non è stata capace di mettere in mostra ciò di cui è capace

LONDRA - Il Milan accede ai quarti di finale di Champions nel modo più inaspettato possibile. I rossoneri crollano 3-0 all'Emirates contro l'Arsenal ma passano il turno in virtù del 4-0 dell'andata a San Siro. Un match da batticuore, in cui la squadra di Allegri è stata travolta dalla paura dell'incredibile rimonta e non è stata capace di mettere in mostra ciò di cui è capace. E' Abbiati, con un doppio prodigio, ad evitare il poker e a consegnare ai compagni la qualificazione.

Pronti, via e l'Arsenal è in vantaggio: errore di marcatura di Van Bommel, Koscielny su corner stacca tutto solo in area piccola e trasforma l'1-0. I gunners viaggiano con due marce in più, il Milan è psicologicamente in ginocchio. Dopo un'ottima parata di Abbiati su Van Persie, il raddoppio dei padroni di casa. Al 26' cross basso di Walcott, Thiago Silva sbaglia il rinvio e consegna a Rosicky, che di piatto indirizza all'angolino. Nel finale della frazione il tris: Mesbah atterra Chamberlain in area e Van Persie insacca magistralmente il calcio di rigore.
Dopo lo sconcertante primo tempo, il Milan si ripresenta in campo con più mordente, ma restano numerosi i buchi e le ansie da prestazione. Palla persa da Van Bommel e prima Gervinho e poi Van Persie hanno la palla della «parità»: l'olandese in particolare si fa ingolosire e nell'area piccola tenta un pallonetto su Abbiati che risponde con una prodezza. Di lì è solo Milan, che sfiora ripetutamente il gol senza trovarlo. Quasi illogico l'errore di Nocerino da mezzo metro a porta vuota. Ma l'Arsenal è stanco, e non riesce più ad avvicinare la porta rossonera.

Il Milan al triplice fischio non può che festeggiare, consapevole di aver accarezzato un vero e proprio incubo, una cupa pagina di storia. E invece, tra mille paure, il romanzo europeo può continuare.

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