20 gennaio 2021
Aggiornato 23:30
Tommasi: «Le abbiamo provate tutte»

Sciopero confermato, la serie A non parte

Fallita la trattativa sul rinnovo del contratto dei giocatori. Rivera: «Ha vinto il dio denaro». Abete: «Commissariare la Lega? Non ora». Albertini: «Club dissidenti parlino in Lega». Moratti: «Scioperare è un errore»

MILANO - E' ufficiale, la serie A non partirà questo fine settimana a causa dello sciopero dei calciatori. Ci hanno provato fino all'ultimo minuto, tra rinvii e molteplici tentativi. Ma l'Assocalciatori non ce l'ha fatta a convincere la Lega di serie A a scendere in campo per la prima giornata di campionato in programma nel weekend. «Abbiamo teso la mano fino all'ultimo. I giocatori sono dispiaciuti, non possono scendere in campo. La Lega cerca la rottura da un anno e mezzo», ha commentato un dispiaciuto Damiano Tommasi, presidente dell'Aic.
«L'assocalciatori prende atto della risposta negativa della Lega alla sua ultima proposta, e conferma pertanto l'intenzione di non scendere in campo per la prima giornata di campionato»: è il comunicato ufficiale dell'Aic, che proclama lo sciopero. Va ricordato che già nella prima mattinata Tommasi aveva proposto alla Lega di serie A un contratto ponte fino al 30 giugno 2012 per poter consentire il via del torneo: ma il presidente Beretta ha risposto no.
L'appuntamento per l'inizio del campionato, se arriverà la fumata bianca, è per il 10 e 11 settembre con la seconda giornata: «Ora ci confronteremo di nuovo, la nostra posizione è che senza il contratto collettivo non vogliamo iniziare il campionato. Non è che ci fermiamo adesso e va bene così...», ha aggiunto Tommasi a Sky.

Tommasi: «Le abbiamo provate tutte» - Sembra davvero inevitabile lo slittamento della prima giornata della serie A. «A questo punto mi sembra tutto difficile, anche stamani ci abbiamo provato, ma pare che la Lega non abbia accettato la nostra proposta di contratto ponte, abbiamo la percezione che non sia gradita, che il tavolo delle trattative possa durare molto anche perchè stanno sorgendo sempre nuove istanze». Questo il pensiero del presidente del sindacato dei calciatori Damiano Tommasi, a Coverciano, dove dovrebbe esserci un incontro col presidente della Federcalcio Abete.
«Dentro la Lega si fatica a trovare un coordinamento - ha continuato Tommasi. Ai tifosi dico che questa situazione imbarazza anche noi, non è nostro obiettivo non giocare, ma cominciare nel migliore dei modi. Credeteci, le abbiamo tentate tutte».

Rivera: «Ha vinto il dio denaro» - «Lo sciopero è abbastanza incomprensibile, soprattutto se le motivazioni sono quelle che sono state comunicate, mi sembra davvero troppo poco. E' chiaro che, parlando di accordi collettivi e di contratti, bisognava poi capire sul piano materiale cosa poteva comportare per i calciatori giocare senza un contratto che li garantisse». Lo ha detto Gianni Rivera ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. «Notiamo cosa avviene nel nostro Paese e non c'è da meravigliarsi che tutto sia in discussione - ha ripreso l'ex milanista - da quando il dio danaro ha iniziato ad impossessarsi della vita quotidiana di tutti noi la situazione è peggiorata.
E' un fatto che tutti riconoscono ma, alla fine, nessuno fa un passo indietro. Ma va aggiunto: senza contratto e senza accordo, se un calciatore si fosse fatto male cosa sarebbe successo? Continuo comunque a sostenere che incomprensibile la motivazione che ha spinto i calciatori a fare questa scelta. Forse ci sono altre motivazioni dietro, guerre personali o di categoria. Ma ho l'impressione che andando avanti così possa avere il sopravvento quella categoria di persone che sono nel mondo del calcio ma che del calcio non sono molto interessate».

Abete: «Commissariare la Lega? Non ora» - Giancarlo Abete, presidente della Figc, risponde a chi chiede dell'ipotesi di un commissariamento della Lega. «Non voglio parlarne adesso - ha risposto Abete - Voglio valutare qual è l'iter per arrivare alla firma per l'accordo collettivo. Poi faremo gli approfondimenti sulla situazione, che saranno di carattere giuridico e di natura sportiva. Anche per questo sto mantenendo il coordinamento con il Coni». Si sente direttamente coinvolto dal rifiuto della Lega? «Ogni soggetto si assume le proprie responsabilità. Ho letto che c'era anche un presidente d'accordo con la soluzione-ponte presentata da Tommasi. Comunque adesso non resta che cercare l'iter per arrivare ad uno sbocco che sia valido».

Crimi: «Lo sciopero più anomalo della storia» - «Questo è lo sciopero più anomalo della storia del Paese». Il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega allo Sport, Rocco Crimi commenta così lo slittamento della prima giornata di serie A. «Bisogna abbandonare personalismi e toni inaccettabili - prosegue Crimi in una nota -.
Nelle ultime ore abbiamo assistito a una sequenza di dichiarazioni dettate dall'incapacità di prospettare una soluzione condivisa e scongiurare lo sciopero».
Infine un invito a tutto il mondo del calcio: «Bisogna compiere ogni sforzo possibile e cambiare rotta e strategia. E' necessario tornare al dialogo, fare scendere in campo il buon senso. Spero che dirigenti e calciatori abbiano ben presente che lo sciopero e il rinvio dell'inizio del campionato è una sconfitta per tutti».

Macalli: «Aic difende solo i propri interessi» - «Chi dice che l'Aic difende anche gli interessi delle categorie inferiori dice una cosa che non esiste. Fondo di Garanzia? Ma stiamo scherzando?». Il presidente della Lega Pro e vicepresidente della Figc, Mario Macalli, esprime la sua opinione sulla vicenda che ha portato allo 'slittamento' della prima giornata del campionato di Serie A. «Non so come se ne possa uscire. La vedo difficile, non solo per questo turno di campionato - dice Macalli all'ADNKRONOS - ma anche per il futuro. Abete le ha provate tutte, ma se resta così si potrebbe non giocare anche più avanti. Mi auguro che ci sia una presa di coscienza da parte di tutti». Una battuta su come il presidente federale ha gestito la vicenda: «Abete è il presidente di tutti e guai a chi lo tocca! Fondo di garanzia? Ma stiamo scherzando? E' sbagliato, ma sappiamo che era tutta una ipotesi».

Albertini: «Club dissidenti parlino in Lega» - Demetrio Albertini, vicepresidente della Federcalcio, non ha gradito certe esternazioni da parte di alcuni dirigenti di serie A in merito al contratto collettivo. «Prendo atto del voto dell'ultima assemblea di Lega, 18 contro 2 per il no all'accordo. Ma prendo atto anche di dichiarazioni spontanee di diversi presidenti, in disaccordo con questa linea. Si chiariscano allora all'interno, chi la pensa diversamente parli in assemblea di Lega. C'è un'altra cosa da chiarire - spiega Albertini - La proposta di un contratto ponte non era stata formulata per farsi dire no, come dice Beretta: era un'apertura, l'Aic ha fatto un passo indietro per giocare, perchè poi avremmo rimesso tutto in discussione». Quanto al contributo di solidarietà, conclude, «nessun giocatore ha dichiarato che non pagherà: noi non sappiamo che tipo di contratto i singoli club hanno stipulato con ogni giocatore, ma i calciatori hanno sempre rispettato la legge e la rispetteranno, non sono inadempienti rispetto ai loro doveri fiscali». Infine, i motivi della rottura. «Da ieri, la Lega non chiedeva all'Aic cosa intendeva fare di fronte alle proposte della sua assemblea, ma se formalizzava con due righe ufficiali uno sciopero che era stato annunciato da giorni, con la firma di tutti i capitani di serie A».

Baldini: «Dovrebbero scioperare i tifosi» - «Lo sciopero dei calciatori mi lascia molto perplesso. Un giorno mi piacerebbe decidessero di scioperare i tifosi non andando più allo stadio e non facendo più l'abbonamento alle pay-tv: allora vorrei vedere che cosa succederebbe nel mondo del calcio». Lo ha detto oggi il tecnico Silvio Baldini, che alla guida del Vicenza tornerà sulla panchina di calcio dopo due anni di inattività. «Quando ho sentito che la serie A non partirà - ha detto Baldini a margine della conferenza stampa alla vigilia di Brescia-Vicenza di serie B - ho subito pensato a quelle persone che guadagnano 1.000 euro al mese e non sempre riescono a pagare tutto». «Tra queste ci sono anche tifosi che fanno sacrifici enormi per acquistare l'abbonamento della loro squadra del cuore. E domani non andranno alla stadio perchè i calciatori di A, pagati profumatamente, fanno sciopero». Silvio Baldini ha fatto anche un altro paragone: «Lo stop deciso dai calciatori di A mi sembra una forzatura. Sarebbe come in una fabbrica facesse sciopero il padrone».

Moratti: «Scioperare è un errore» - «Lo sciopero dei calciatori? Peccato, è un errore». Lo ha detto il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, intercettato dai giornalisti sotto la sede della Saras. Il numero uno interista non ha poi voluto commentare l'attuale situazione di mercato della sua squadra.

De Laurentiis: «Non si è parlato abbastanza» - «Si è arrivati a questa decisione perchè non si è parlato a sufficienza. Non ho mai messo bocca su questo contratto. Se lo avessi fatto, dal punto di vista della cultura contrattualista, non lo avrei mai approvato». Lo ha detto il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis durante la conferenza stampa a Napoli. «Però, per non fare il bastian contrario, quando si scelgono delle persone per costruire qualcosa si cerca di trovare una conclusione. Questa estate ho conosciuto Tommasi e Grazioli, con loro ho fatto una lunga riunione: siamo stati tre ore a parlare. Il calciatore è contemporaneamente sia un dipendente che un'azienda. Per questo ho proposto un contratto nuovo, dove da un lato parliamo delle prestazioni e dall'altra dei diritti d'immagine. Io comunque non capisco perchè una società non possa fare gli allenamenti differenziati. Ciò che cerco di far capire ad Abete che nessuno può fare quello che vuole con i soldi degli altri. Bisogna essere uniti per uno scopo comune: fare il bene del calcio. Io vorrei parlare anche con la Federazione. Io insisto nel discorso del calcio femminile».

Cellino: «Beretta è un presidente incapace» - Massimo Cellino, presidente del Cagliari, spara a zero contro Maurizio Beretta, presidente della Lega di Serie A, nella giornata che ha portato al rinvio del primo turno del campionato di Serie A. Mercoledì, nell'assemblea di Lega a Roma, Cellino è stato l'unico presidente (con i dirigenti del Siena) a votare a favore dell'intesa con il sindacato dei giocatori. «La responsabilità è di Beretta, si è dimostrato un presidente incapace. Ha gestito la situazione con superficialità - afferma Cellino -. Non riconosco più Beretta come mio presidente. Ho chiesto di mettere a verbale quello che ha detto in Lega e ne risponderà. Lui fa altri lavori: se deve gestire la Lega in questo modo, è meglio che se ne vada a casa. Non è stato in grado di fornire le informazioni in modo corretto».