22 ottobre 2019
Aggiornato 00:30

Contador smentisce: mai fatta emotrasfusione

Il portavoce del ciclista spagnolo contro l'ipotesi di doping ematico sollevate dall'Equipe ma la Wada lo corregge: «Metodo valido»

MADRID - Alberto Contador ha respinto le ipotesi di doping ematico sollevate nei suoi confronti dal quotidiano francese L'Equipe. Il ciclista spagnolo, tre volte vincitore del Tour de France, attraverso un portavoce ha smentito «categoricamente» di essersi sottoposto alla pratica vietata dell'emotrasfusione: «Non c'è alcun elemento a sostegno di questa teoria», ha detto Jacinto Vidarte ad Associated Press, «è una notizia da fantascienza».

L'IPOTESI - Secondo L'Equipe nelle analisi che hanno provocato la positività di Contador al clenbuterolo sono state rinvenute anche tracce di residui plastici simili a quelli presenti in seguito a trasfusioni di sangue conservato in sacche di plastica. La notizia diffusa da L'Equipe, filtrata dal laboratorio tedesco incaricato di eseguire le analisi, è stata confermata anche dalla emittente televisiva tedesca Ard. Vidarte ha tenuto a precisare che l'Unione Ciclistica Internazionale non ha comunicato a Contador nulla in merito al presunto rinvenimento di queste tracce di plastica.
Il portavoce sostiene inoltre che l'agenzia mondiale antidoping non ha ancora sviluppato un metodo affidabile per appurare la provenienza di simili tracce. Il direttore generale della stessa Wada, David Howman, ha immediatamente smentito Vidarte chiarendo che il metodo attualmente utilizzato «è assolutamente convalidato e da anni è utilizzato nell'industria alimentare»: «L'utilizzo del medico da parte dell'antidoping è parzialmente convalidato», ha aggiunto Howman, «e le prove che se ne possono trarre possono essere utilizzate in tribunale».