23 maggio 2019
Aggiornato 16:30
Dopo il verdetto del Tribunale Arbitrale dello Sport

Contador: Non mi sono mai dopato

Il ciclista spagnolo squalificato per due anni: «rifiuto il verdetto di ieri. Qualsiasi sarà la conclusione di questa vicenda mi resta la soddisfazione di poter dire: io non mi sono mai dopato, è stata una contaminazione da cibo»

MADRID - Il giorno dopo il verdetto del Tribunale Arbitrale dello Sport che lo ha condannato a due anni di squalifica per sospetto uso di doping, Alberto Contador ha parlato in conferenza stampa a Pinto, vicino a Madrid, la città dove è nato e dove vive. «Rifiuto totalmente il verdetto di ieri. Non ho mai pensato di comportarmi scorrettamente. Non ho mai rifiutato la massima collaborazione. Qualsiasi sarà la conclusione di questa vicenda mi resta la soddisfazione di poter dire: io non mi sono mai dopato, è stata una contaminazione da cibo. Invece mi hanno dato il massimo della pena», ha detto il campione spagnolo.
Contador, a causa della squalifica, ha perso il Tour de France 2010 e il Giro d'Italia 2011, vinti durante il periodo in cui attendeva la sentenza del Tas. «In questo momento provo una grandissima delusione. Tutti i miei sogni sono crollati in un momento. In un anno e mezzo mai una mattina non mi sono alzato a testa alta. Mi dispiace per il dolore che sta provando la mia famiglia», ha sottolineato il Pistolero, che poi ha ribadito con forza: «Voglio continuare con il ciclismo».

Saxo-Bank: Alberto avrà sempre il nostro pieno supporto - In conferenza stampa, al suo fianco, Bjarne Riis, boss del Team Saxo-Bank, la squadra danese per cui corre Contador. «Il caso Contador è andato troppo per le lunghe. Questa decisione va contro lo sport, il ciclismo, Contador e noi. Abbiamo fatto tutto quello che era di nostra competenza ed abbiamo atteso questa sentenza. Abbiamo scelto di supportare al cento per cento Alberto, avrà il nostro pieno supporto. Oggi, mi piace dire che continueremo a farlo», ha dichiarato il manager danese.