12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Solita musica

Inter in testa, dietro catastrofe arbitri

Roma furiosa a Brescia per tre penalty negati di cui due imbarazzanti, la Fiorentina nuovamente penalizzata

MILANO - Gli anni passano, ma il campionato resta intrappolato sullo stesso identico binario che dominava le telefonate di Calciopoli: gli arbitri. Esauriti i festeggiamenti popolari per l'arresto di Byron Moreno - il cui arresto per traffico di eroina è stato interpretato curiosamente come la prova schiacciante di un arbitraggio in malafede in Italia-Corea del Sud ai Mondiali del 2002 - l'Italia del pallone ha celebrato il quarto atto della Serie A ritrovandosi a scrivere un copione che sembra scritto sulla falsariga delle ultime stagioni. L'Inter, a prescindere dal carattere e dalla lingua di chi siede in panchina, è sola in testa e dopo il 4-0 al Bari (doppietta del ritrovato Diego Milito e due centri dal dischetto per Samuel Eto'o) fa crollare le quote per lo scudetto ai nerazzurri. Sarebbe il sesto consecutivo. Dietro tanta confusione e ancora grossi problemi sul versante arbitrale.

CATASTROFE ARBITRI - Oltre ad un rigore negato alla Fiorentina, già penalizzata nelle prime due giornate da direzioni oltremodo discutibili, il primo turno infrasettimanale resterà impresso per la catastrofe arbitrale registrata a Brescia, dove una Roma furiosa - e sempre più in ginocchio - dopo il 2-1 incassato dai lombardi ha attaccato duramente l'operato della terna guidata dall'arbitro Carmine Russo. Materiale grave: un rigore al Brescia per un fallo inesistente fuori area (espulso Philippe Mexes), tre penalty negati alla Roma di cui due imbarazzanti. Un duro colpo per i giallorossi, che con una vittoria avrebbero potuto affrontare il big match di sabato con l'Inter sognando di portarsi a soli due punti dai nerazzurri. Quello dell'Olimpico, invece, sarà a tutti gli effetti un impronosticabile testacoda.