21 aprile 2021
Aggiornato 10:00
Mondiale 2010 | Germania

Loew: possiamo battere la Spagna

Il ct tedesco: «Loro favoriti. Non è la rivincita della finale di Euro 2008 ma l'esaltazione delle doti tecniche dei singoli su entrambi i frondi»

ERASMA - In vista della semifinale dei Mondiali di calcio sudafricani contro la Spagna «la squadra favorita per il titolo», il ct Joachim Loew non ritiene che la sua Germania debba preoccuparsi troppo del risultato della finale di Euro 2008, quando le Furie Rosse superarono per 1-0 i tedeschi a Vienna. «Non parliamo di rivincita, nessuno di noi la vede così», ha detto oggi Loew. «Nel 2008 abbiamo perso la finale perché avevamo di fronte la miglior squadra in quel momento, ma oggi abbiamo la speranza di poterli battere. Loro negli ultimi due anni hanno dimostrato di essere la squadra più solida in circolazione, hanno giocato sempre ad altissimo livello. E loro non hanno un Messi, ma diversi giocatori che possono decidere una partita».

Il riferimento è ovviamente al modo in cui la Germania è riuscita a mettere la museruola a Leo Messi nel match dei quarti di finale stravinto 4-0 contro l'Argentina. «Loro non commettono quasi mari errori, dovremo essere bravi a noi provocarne», ha aggiunto Loew. «Loro in campo si muovono come una solida unità, sia quando attaccano che quando difendono, tatticamente sono eccellenti. Ma in questo momento questa Germania è in grado di battere chiunque». Sarà, comunque, una partita che evidenzierà le doti tecniche dei singoli su entrambi i fronti. «Noi cerchiamo di proporre costanti minacce in attacco con le qualità dei nostri giocatori», ha detto Loew. «Ma anche il loro modo di giocare lascia ampio spazio alla tecnica individuale. La loro circolazione di palla è una vera e propria celebrazione del calcio e il modo in cui rendono tutto così semplice, rappresenta un modello anche per me».

Dopo le clamorose vittorie contro Argentina e Inghilterra (4-1 agli ottavi), squadre che avevano affrontato la Germania con il favore del pronostico, il ct tedesco spiega che in squadra non c'é comunque «troppa euforia».