14 maggio 2021
Aggiornato 04:00
Ciclismo

Armstrong: credibilità di Landis è pari a zero

Nuova risposta del texano alle accuse: «E' alla ricerca di un tornaconto personale»

LOS ANGELES - Floyd Landis avrebbe ignorato perfino gli inviti dei suoi sponsor pur di lanciarsi nel pubblico duello a suon di accuse di doping con il connazionale statunitense ed ex compagno di squadra Lance Armstrong. E' quanto spiega lo stesso texano, sette volte vincitore del Tour de France, in un comunicato emesso oggi in risposta al secondo pubblico attacco di Landis, che, come noto, lo accusa di averlo indotto al doping e istruito in materia di pratiche illecite e di avere pagato il silenzio di altissimi dirigenti del ciclismo allo scopo di tacere una sua presunta positività nel 2002.

CREDIBILITÀ PARI A ZERO - Armstrong ha ovviamente negato tutto sostenendo che «la credibilità di Landis è pari a zero». Landis è passato all'attacco di Armstrong dopo avere finalmente ammesso di essersi dopato (vinse il Tour del 2002 ma poi se lo vide sfilare a tavolino per la positività ad un controllo), smentendosi così dopo anni in cui ha sempre sostenuto la sua innocenza. «Anche ad una superficiale rivisitazione dei fatti apparirebbe evidente che questo problematico, furioso e confuso sforzo serva più che altro a Landis per un tornaconto personale», si legge nel comunicato diffuso dalla Radioshack, la squadra di Armstrong. «Questo tipo di accuse, ripetute, stanche, senza basi, nei confronti di Lance si sono già dimostrate false in passato, è disdicevole il fatto che così tante persone nel mondo del ciclismo siano di nuovo attaccate in questo modo».

RICATTO - Chiarito e appurato è però ormai il fatto che ha scatenato l'improvvisa sincerità di Landis: il mancato invito al Giro di California della sua squadra e il rifiuto di RadioSchack di inserirlo nella sua formazione. Sono di dominio pubblico infatti le mail scambiate da Armstrong e il suo staff (la squadra è la sua) con Brent Kay, ciclista fedelissimo di Landis e tra i suoi più ardenti tifosi, sostenitori e altro. «La risposta di Armstrong a Landis - scrive ancora RadioSchack - è identica a quella già data 2 anni fa davanti allo stesso tipo di minacce: non si cederà ad alcun tipo di ricatto, che siano soldi, un posto in squadra e qualsiasi altra cosa, per non rendere pubbliche accuse che sono solo falsità. Una volta che si è vista respinta la sua richiesta di entrare in squadra per il Giro di California, Landis ha reso pubbliche le sue presunte rivelazioni e le sue false accuse. Ma il pubblico ha dato ad esse il peso che meritano: assolutamente zero».