7 giugno 2020
Aggiornato 03:00
Sudafrica 2010

Lippi: Italia non è tra le favorite? E' una fortuna...

Il Ct azzurro: «Amauri e Totti? Non do spiegazioni su convocazioni»

ROMA - Marcello Lippi si dice «fortunato» quando gli si fa notare che la sua Italia non viene ritenuta la favorita per la vittoria ai Mondiali del prossimo giugno in Sudafrica. Parlando con i giornalisti oggi nel primo giorno dello stage della nazionale alla Borghesiana (Roma), il ct azzurro non è affatto dispiaciuto di sapere che le favorite per il titolo sarebbero Brasile, Spagna e Inghilterra. «L'Italia non è mai partita favorita», ha detto Lippi. «Poi però se andiamo a guardare la storia, abbiamo vinto 4 Mondiali e ne abbiamo perso uno contro il Brasile in finale. E se avessimo vinto quella finale, ora noi avremmo 5 titoli e loro 4».

Al lavoro alla Borghesiana c'é un gruppo di 29 azzurri, con tre assenze che fanno parlare: quelle di Amauri, Alessandro Nesta e Francesco Totti. «Su Nesta ho perso la speranza» ha detto il ct in merito al rifiuto del difensore rossonero. «Ho detto che avrei parlato di Amauri solo quando avrebbe avuto il passaporto italiano. Lui ha sempre dato la disponibilità e io gli ho sempre detto che lo avrei seguito come gli altri e così è stato. Perché non è qui? Non do alcuna spiegazione sulle convocazioni, sono ancora parziali. Le motivazioni le stesse di sempre, faccio le convocazioni sulla base delle mie convinzioni tecniche e psicologiche».

E Totti? «Non c'è in programma una visita a Trigoria, c'è anche il telefono e la mail», ha seccamente risposto Lippi. Che questa mattina prima dell'allenamento ha tenuto a rapporto il gruppo e l'intero staff per quasi un'ora. «È stata una chiacchierata a livello generale, chiamiamola una presa di contatto Mondiale», ha spiegato il ct azzurro. «Abbiamo parlato del programma e dei motivi per i quali andiamo ad allenarci in altura. Ho ricordato loro tante cose, quelle di sempre: che dobbiamo essere convinti delle nostre qualità e che l'Italia non è seconda a nessuno, anche se le convinzioni generali del mondo dicono altre cose».

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