22 luglio 2019
Aggiornato 01:00
Vancouver 2010

La staffetta ko nel fondo, la nebbia blocca il gigante

Oggi la seconda manche per lo sci. Per la Kostner il programma libero

VANCOUVER - Ancora il maltempo protangonista alle Olimpiadi di Vancouver. La fitta nebbia che è calata ieri sulle montagne di Whistler ha impedito lo svolgimento della seconda manche dello slalom gigante femminile. La prova sarà recuperata oggi con l'austriaca Elisabeth Goergel che ha chiuso al comando la prima manche (1'15:12) davanti alla francese Tania Barioz, staccata di soli due centesimi e alle connazionali Kathrin Zettel (+0:16) e Eva Maria Brem (+0:26). Tra le azzurre Manuela Moelgg ha ottenuto l'ottavo tempo a 67 centesimi dalla vetta. Attardate le altre con Federica Brignone al ventesimo posto in ritardo di 1:89, seguita da Nicole Gius. Trentesima Denise Karbon, a 3:10, che ha pagato un grave errore dovuto probabilmente ad un'irregolarità della pista che l'ha catapultata nella neve fresca. Una giornataccia anche per Lidsey Vonn che nella caduta si è fratturata il mignolo del piede destro. La statunitense sarà comunque al via nello slalom di venedì.

La staffetta italiana del fondo scende dal podio per la prima volta dal 1992 con il nono posto di Valerio Checchi, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi nella 4x10 km. Nelle cinque precedenti edizioni, da Albertiville a Torino, i fondisti azzurri hanno sempre ottenuto una medaglia. L'ultima passaggio a vuoto fu proprio sulle nevi canadesi ai Giochi di Calgary del 1988 e ieri su quelle di Whistler si è chiuso un ciclo fatto di ori e argenti. La Svezia invece torna a vincere con la staffetta maschile dopo 22 anni grazie all'impresa del quartetto formato da Richardsson, Olsson, Soedergren e HJellner, che hanno relegato Norvegia e Repubblica Ceca all'argento e al bronzo.

In una gara condizionata da una forte nevicata gli azzurri hanno pagato la caduta di Valerio Checchi a meno di due chilometri dal termine della prima frazione in classico e alcune scelte sbagliate. «E' finita la nostra serie d'oro ma dobbiamo accettarla con serenità, fa parte dello sport», ha chiosato Pietro Piller Cottrer. «Fine del ciclo? Non credo, forse avremo un'altra possibilità l'anno prossimo nei Mondiali di Oslo perchè non siamo dei vecchietti da rottamare, anche se le statistiche dicono che oggi avevamo 142 anni in quattro. L'argento vinto nella 15 chilometri salva finora il nostro bilancio, ma non è finita». Furioso Giorgio Di Centa: «Sono veramente triste e arrabbiato, purtroppo ho sbagliato la scelta degli sci e la gara è stata compromessa».

Un'Olimpiade che si sta dimostrato proibitiva secondo Cristian Zorzi: «Stiamo rincorrendo dall'inizio della Olimpiade, fatichiamo a trovare il bandolo della matassa. Quando si parte da dietro è sempre difficile rimontare. Purtroppo ci manca qualcosa rispetto ai nostri avversari. Quando si lotta ai massimi livelli, sono i particolari a fare la differenza, e questa volta a noi è andata male».

«Non è accaduto nulla di quello che ci aspettavamo», ha commentato il direttore tecnico Silvio Fauner. «Purtroppo le gare sono fatte così, faremo i conti solo alla fine ma stiamo pagando il lavoro giovanile non fatto negli ultimi otto anni. Manca il ricambio da qualche stagione, sono stato nominato direttore tecnico nel 2007 e ho dovuto obbligatoriamente puntare sul materiale umano che avevo in quel momento, tenendo conto di un gruppo che vinceva ma allo stesso tempo inserire qualche nome promettente. Adesso dovremo investire sui giovani, a livello juniores qualcosa si muove con Pellegrino, Vuerich, Agreiter e Di Sopra che stanno ottenendo risultati nelle loro categorie. Purtroppo fra i giovani c'è poca voglia di soffrire».