15 luglio 2020
Aggiornato 07:00
Serie A: Parma-Juventus

Ferrara: superare le incertezze e tornare convinti

L'allenatore bianconero: «Sento la fiducia della società, servono risultati»

TORINO - Ciro Ferrara sente «la fiducia della società» nei suoi confronti, ma l'allenatore della Juventus è consapevole che, dopo due sconfitte consecutive in campionato, tre nelle ultime quattro giornate, più il clamoroso 1-4 interno contro il Bayern Monaco costato l'eliminazione dalla Champions League, il suo compito ora è quello di «cambiare i risultati».

«La società mi è vicina» - Alla vigilia della difficile sfida del Tardini contro il Parma, quarto in classifica a -2 proprio dai bianconeri, «merita questa posizione di classifica raggiunta con il gioco e l'entusiasmo giusto», nella conferenza stampa del tecnico bianconero è impossibile non affrontare i temi legati al suo futuro sulla panchina della Juve. «La società osserva il mio lavoro come è sempre stato fatto anche in precedenza e non mi infastidisce, ma allo stesso tempo nonostante risultati negativi mi è stata vicino», ha detto Ferrara. «Se mancano i risultati, vengono anche a mancare delle certezze o la convinzione nei propri mezzi, spuntano le insicurezze. Giocare in una situazione del genere non è mai semplice, bisogna estraniarsi dall'esterno, nel bene e nel male, non ti devi far condizionare. Non credo che sia paura, è un fatto anche naturale, può accadere».

Si fa però il nome dell'olandese Guus Hiddink come possibile futuro allenatore della Juve. «Non è certo l'unico nome che viene fuori», ha osservato Ferrara. «Era già uscito nel passato, ma non mi condiziona, io lavoro tranquillamente con professionalità ed onestà. Non ho la sensazione di una fiducia a tempo nei miei confronti, un allenatore viene giudicato in base ai risultati». Possibile che a Parma si cambi modulo, si parla infatti di un 4-4-2 con il brasiliano Diego spostato più avanti ed una sola punta vera: «Vedremo se sarà il caso di cambiare, qualcosina in settimana abbiamo provato, nell'atteggiamento qualcosa deve cambiare. E non serve dare qualcosa in più per l'allenatore, per salvare una panchina, la loro professionalità li deve far giocare sempre per la maglia che indossano. E su questo non ho mai avuto dubbi».