6 aprile 2020
Aggiornato 02:30
Mondiali di Atletlica

Risponde la famiglia di Semenya: «E' una donna»

L'allenatore accusa: è stata «crudelmente umiliata»

JOHANNESBURG - La famiglia di Caster Semenya, medaglia d'oro ieri a Berlino negli 800 metri femminili, afferma che la nuova star sudafricana è una donna, rispondendo alla domanda sul sesso di questa ragazza prodigio di soli 18 anni.

«E' la mia bambina. L'ho cresciuta io e non ho mai dubitato della sua femminilità. E' una donna e posso ripeterlo un milione di volte», ha detto il padre, Jacob Semenya, al popolare quotidiano sudafricano The Sowetan. Come tutti gli altri grandi giornali del paese, The Sowetan dedica la prima pagina al fenomeno dell'anno negli 800 metri, titolando: «La nostra figlia d'oro». «Per la prima volta i sudafricani hanno qualcuno di cui possono essere fieri e i detrattori gridano al lupo - dice il padre - è ingiusto. Vorrei che lasciassero stare tranquilla mia figlia».

Ieri, la Federazione internazionale (Iaaf) ha chiesto alla Federazione sudafricana di fornire informazioni sull'atleta, giovane donna dal volto con le fattezze maschili e la voce grave, sospettata di essere un ermafrodita. Il direttore del comitato olimpico sudafricano, Gideon Sam, ha subito difeso l'atleta: «La sua vittoria è tanto più importante perchè ha dovuto subire i sospetti dei mass media sul suo sesso. E' un'atleta di valore».

La nonna di Semenya, Maphuthi Sekgala, 80 anni, ha raccontato al Times che la nipote viene spesso presa in giro per il suo aspetto mascolino. «Questo non mi disturba molto, perché so che è una donna, l'ho cresciuta io», ha detto la donna, interpellata nel suo villaggio nella provincia del Limpopo, nel nord del Sudafrica. «Mi ha chiamato dopo la gara e mi ha detto 'credono che sia un uomo'. Che cosa posso fare se la trattano come un uomo, quando lei non è un uomo? E' Dio che le ha dato questo aspetto», ha aggiunto la nonna.

Sconosciuta fino ad alcune settimane fa, Semeya arriva da un remoto villaggio dove ha vissuto con la nonna, senza elettricità né acqua corrente, durante gli anni del liceo. Anche il suo allenatore, Michael Seme, ha difeso l'atleta, riferendo al quotidiano in lingua afrikaans Beeld che Semeya deve spesso rispondere alle domande degli altri ragazzi sul suo sesso. Secondo l'allenatore, la giovane sudafricana è stata «crudelmente umiliata» quando alcune persone hanno cercato di proibirle l'accesso al bagno per signore. «Volete che mi abbassi i pantaloni perché possiate vedere?», ha risposto Semeya.

«Deve sempre spiegare che non può farci nulla se ha una voce grave e che è veramente una ragazza - ha concluso Seme - quello che sorprende è che Caster mantiene la calma e non ha mai perso la sua dignità quando le si chiede del suo sesso».

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