30 marzo 2020
Aggiornato 12:00
Mondiali di atletica di Berlino

«Rambo» Semenya, saranno 800 con il giallo

Sospetti su femminilità della sudafricana, in finale con la Cusma

BERLINO - Lineamenti, vice, fattezze e muscolatura da uomo, con dubbi avanzati sul suo reale genere sessuale anche dalla federazione internazionale (Iaaf), la diciottenne sudafricana Caster Semenya sarà questa sera una delle avversarie dell'azzurra Elisa Cusma nella finale degli 800 metri femminili ai Mondiali di atletica leggera di Berlino.

«Vuoi vedere cosa c'é qua sotto?». Si dice che la Semenya abbia risposto così ad un solerte benzinaio sudafricano che aveva messo in dubbio la sua femminilità vedendola entrare nei bagni riservati al gentil sesso.

I dubbi però non sono riconducibili solo all'aspetto esteriore, ma anche a quanto da perfetta sconosciuta la Semenya ha combinato ai recenti campionati nazionali, quando ha abbassato addirittura di sette secondi il precedente record sudafricano sulla distanza portandolo a 1'56«72, la miglior prestazione dell'anno. «Telefonate pure alle sue compagne di stanza a Berlino, l'hanno vista in doccia, lì non si può nascondere niente», dice ai giornalisti l'allenatore della Semenya, Michael Seme. La stessa federazione sudafricana ha fatto sapere che non avrebbe mai mandato al Mondiale un'atleta senza essere sicura del sesso.

Anzi, il responsabile per i rapporti con la stampa Ethel Manyaka ha ricordato ai giornalisti che a Berlino esistono altri casi di sesso sospetto, come per la mozambicana Maria Mutola, la kenyana Pamela Jelimo, la tedesca Ariane Friedrich e altre russe e ucraine. La federazione sudafricana ha confermato che la Semenya è stata sottoposta ad un controllo del sesso da parte della Iaaf, ma che i risultati non saranno resi noti prima della finale.

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