22 gennaio 2019
Aggiornato 07:30

Un bicchiere di vino al giorno tiene lontano l’ospedale, riducendo il rischio di essere ricoverati

Uno studio italiano rivela che bere un bicchiere di vino al giorno riduce il rischio di essere ricoverati in ospedale. Ecco come

Vino e ricoveri ospedalieri
Vino e ricoveri ospedalieri Shutterstock

Il dibattito sull’assunzione di alcol, che sia moderata o meno, è sempre acceso. Da una parte c’è chi sostiene che l’alcol faccia male, a qualsiasi dose e dall’altra c’è invece chi ritiene che un po’ alcol non faccia male. Anzi. In questa direzione va anche lo studio condotto dal dipartimento di Epidemiologia e prevenzione dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli (Isernia), in collaborazione con il dipartimento di Nutrizione dell’Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston (Usa), secondo cui bere una bicchiere di vino al giorno allontana i rischi di finire in ospedale.

Conta però la dieta
Se ora pensate che basta bere un bicchiere di vino al giorno per stare bene, be’ non è proprio così. Per ottenerne i benefici, infatti, il vino dev’essere assunto in nell’ambito di un regime alimentare sano – come per esempio la dieta mediterranea. Non bara dunque bere il bicchiere di vino e poi seguire uno stile di vita scorretto. In quest’ottica, allora sì che il bicchiere di vino pare riduca il rischio di essere ricoverato in ospedale rispetto al bere eccessivo e anche a l’essere astemi.

Lo studio
Pubblicato sulla rivista scientifica Addiction, lo studio che fa parte del progetto ‘Moli-sani’ ha coinvolto circa 21mila partecipanti. Questi, secondo la nota dell’IRCCS Neuromed, sono stati seguiti per più di 6 anni, per poi confrontare le abitudini alimentari e l’assunzione di alcol con i ricoveri ospedalieri. «Abbiamo osservato che un consumo elevato di alcol si accompagna a una più alta probabilità di ricoveri in ospedale, soprattutto per eventi tumorali e patologie alcol correlate – spiega Simona Costanzo, prima autrice dello studio – Il che conferma il grave danno per la salute che viene dal bere in eccesso. Invece, chi beve con moderazione presenta un rischio minore di ricovero per tutte le cause e per le malattie cardiovascolari rispetto agli astemi e agli ex bevitori».

Non è un invito a bere
«Non stiamo assolutamente dicendo che un astemio dovrebbe iniziare a bere per proteggere la sua salute – avverte Giovanni de Gaetano, presidente dell’Irccs Neuromed – Questa ricerca tuttavia ribadisce che non ci sono le basi scientifiche per demonizzare l’alcol in toto. Come componente della dieta mediterranea, fatta anche di uno stile di vita sociale, l’alcol in moderazione, ancora una volta, non si rivela essere un fattore negativo».
«Il dato sulle ospedalizzazioni – aggiunge Licia Iacoviello, responsabile del laboratorio di Epidemiologia molecolare e nutrizionale del Neuromed e docente di Igiene e salute pubblica all’Università dell’Insubria di Varese – è molto importante quando vogliamo parlare dell’impatto dell’alcol sulla salute pubblica. I ricoveri ospedalieri, infatti, incidono fortemente sul bilancio del sistema sanitario. Il nostro studio conferma quanto l’alcol in eccesso possa pesare sulle strutture sanitarie, e quindi l’urgenza di affrontare il problema, ma conferma ed estende anche le nostre osservazioni precedenti che il consumo moderato di alcol si associa a una riduzione del rischio di mortalità indipendentemente dal tipo di malattia», conclude Iacoviello.