16 dicembre 2018
Aggiornato 08:30

Fermati un attimo e pensa: qual è il senso della vita? Le 3 domande che non dovresti mai smettere di porti

La vita è quella che vedono i nostri occhi? Ha senso nascere, faticare e poi morire? Ma, soprattutto, ha senso prenderci a cuore ogni più piccola azione se poi svanirà tutto come una bolla di sapone?

Qual è il senso della vita?
Qual è il senso della vita? (CHOATphotographer | Shutterstock)

Se qualcuno (o qualcosa) potesse vederci da un'altra terra o un altro mondo forse appariremmo a suoi occhi niente di più che minuscole cellule impazzite che corrono da una parte all’altra. Ci alziamo la mattina presto e tutto ciò che facciamo durante la giornata lo facciamo senza fermaci mai davvero. Crediamo di essere attivi nella nostra vita quotidiana, ma la verità è che subiamo persino le nostre stesse azioni. Siamo solo dei robot evoluti, che agiscono in maniera metodica e meccanica a ciò che riteniamo essere una situazione negativa o positiva. Ma poco (o mai) ci soffermiamo alle nostre origini e al senso della nostra stessa esistenza. Eppure questo, ci distinguerebbe da un semplice automa.

Tre domande
Se possiamo affermare di aver vissuto veramente, lo possiamo solo fare dopo aver passato l’intera esistenza alla ricerca del senso della vita. In alternativa non siamo molto di più di un semplice computer che esegue in maniera meccanica le sue funzioni. Anche noi siamo così: programmati per reagire a determinati eventi o azioni. Ognuno di noi ha il suo programma, ma pochi si chiedono chi lo abbia davvero realizzato. Per questo motivo, se vogliamo vivere davvero, dobbiamo cercare le risposte a molte delle domande. Ve ne diamo tre, che vi aiuteranno e guideranno il vostro cammino. Ma non pensiate di trovare le vere risposte, troverete sempre altre domande. E saranno proprio queste ultime che vi condurranno verso la verità.

Dominare gli altri è forza. Dominare te stesso è vero potere - Lao-Tzu

La religione ha le risposte?
La maggior parte di noi è religioso, o crede in qualcosa. Non importa che nome abbia il proprio dio, se si tratta di un essere dalle fattezze umane o di un intero universo, ciò che importa è che la maggior parte di noi pensa che ci sia qualcosa di superiore a noi. Chiaramente nessuno può pensare che la via sia tutta qua. Ma se c’è davvero qualcosa di superiore a noi, che ci ha creato, la vera domanda è: chi ha creato lui? Cosa c’era prima degli esseri umani, degli altri pianeti, delle altre galassie? E questo prima è regolato dal nostro tempo-spazio? Sicuramente no, perché il concetto di tempo e spazio cambia da pianeta a pianeta. Qualunque cosa noi siamo, da qualunque posto noi proveniamo, la verità è che non abbiamo alcuna idea di cosa sia realmente il mondo e la vita. Né la religione né la scienza può fornire risposte a questa domanda.

Il Tao che può essere pronunciato non è l'eterno Tao. Il nome che può essere detto non è il nome eterno: l'innominabile è l'eterna realtà. Dare nomi è l'origine di tutte le discordanze - Lao-Tzu

Siamo davvero tante persone?
Siamo in tanti sul nostro pianeta, forse ce ne sono molti altri su un pianeta a noi sconosciuto. Ma siamo davvero tante persone diverse? Secondo alcune teorie, ognuno di noi incorpora una caratteristica del tutto e la usa per il bene comune. Ma cos’è il bene? Lo abbiamo inventato noi. Così come abbiamo deciso quali sono davvero le azioni malvagie. Senza pensare che dietro a ognuna di queste potrebbe esserci una via già scritta, un senso della vita che noi non conosciamo. E, in questo caso, bene e male si fonderebbero diventando un’unica entità. Viviamo in un mondo duale in apparenza, ma se decidessimo di unire tutte le qualità negative/positive e maschili/femminili cosa rimarrebbe? Un'unica cosa? E allora, siamo così certi di essere tante persone distinte? E di non essere una goccia di un immenso mare? Un antico saluto Maya recitava: «In Lak’ech Ala K’in» - ovvero io sono te e tu sei me. Una frase che vale più di mille spiegazioni e che dovremmo ricordarci ogni volta che guardiamo negli occhi la persona che abbiamo di fronte a noi.

Senza andare all'estero puoi conoscere il mondo intero; senza guardare fuori dalla finestra puoi vedere la Via per il Cielo. Più lontano andrai, meno capirai – Lao Tze

Perché fatichiamo così tanto?
Non sappiamo da dove veniamo e neppure dove andremo. Ma siamo così tanto attaccati alla vita, da dimenticarci l’essenziale. Trascorriamo giornate intere a lavorare e non lo facciamo solo per il sostentamento. Il cellulare o il computer che stai usando per leggere questo articolo non fa parte dei beni primari, non è indispensabile alla sopravvivenza. Corriamo, ci stanchiamo, ci riempiamo di nozioni e beni materiali che butteremo fra diversi anni, al momento di ciò che noi chiamiamo morte. Non facciamo altro che avere attaccamenti su attaccamenti che ci renderanno sempre più instabili e fragili. Quando pensiamo che una cosa per noi è davvero importante, nel momento in cui la perdiamo o non riusciamo ad averla non avremmo altro indietro che sofferenza pura. E la domanda che tutti dovremmo porci è: ha davvero senso tutto questo correre? Siamo davvero più felici così o lasciando che le cose, semplicemente, si manifestino?

Lasciando andare le cose, ogni cosa giunge a compimento. Il mondo è il premio di coloro che lasciano scorrere. Ma quando ci provi e ci riprovi il mondo resta al di là del possibile. […] Quindi il Maestro agisce senza fare nulla e insegna senza parlare. Le cose appaiono e le lascia apparire; le cose scompaiono e le lascia sparire. Ha ma non possiede, agisce ma non ha aspettative; quando il suo lavoro è compiuto se ne dimentica, per questo dura in eterno. Lao Tze

E per te, qual è il senso della vita?