12 agosto 2020
Aggiornato 00:00
Respirazione e salute

La tua memoria fa cilecca? Forse non respiri bene (con il naso)

Se si iniziasse a respirare (bene) con il naso anziché con la bocca si potrebbero ottenere molti benefici in termini di apprendimento e memoria

Vi è mai capitato di avvertire un profumo che non sentivate da anni e di rievocare immediatamente momenti del vostro passato? Ovviamente non si tratta di un caso, perché è proprio grazie all’olfatto che possiamo comprendere parte del mondo esterno. Ma, soprattutto, l’inalazione degli odori esterni è in grado di innescare le più svariate emozioni umane. E siccome sentimenti, ricordi e respirazione sembrano viaggiare tutti sullo stesso binario, è molto probabile che se si respira male anche la memoria venga influenzata negativamente. Ecco i risultati di un recente studio pubblicato sul Journal of Neuroscience.

Respirazione nasale
Un team di ricerca, coordinato dal professor Artin Arshamian del Karolinska Institutet (Svezia), ha voluto confrontare gli effetti della respirazione nasale – in seguito a un periodo di consolidamento – dopo aver fatto esporre i partecipanti a vari odori. Durante la sperimentazione è stata ostruita la bocca in maniera tale che gli odori venissero percepiti totalmente attraverso il naso.

Miglior comunicazione
Dai risultati emersi dallo studio, gli scienziati hanno notato che la respirazione nasale è in grado di facilitare la comunicazione tra reti sensoriali e la memoria. Quindi, oltre ai suoi effetti sulla codifica e il recupero della memoria attraverso l’olfatto, questo tipo di respirazione supporta anche il consolidamento della memoria.

La fase di codifica
Durante i test, i ricercatori hanno eseguito due sessioni separate, ciascuna comprendente una codifica, un consolidamento e una fase di riconoscimento. Durante la fase di codifica i partecipanti sono stati esposti a sei odori noti – per esempio a quello di fragola - e sei meno comuni come il 1-butanolo. Gli odori sono stati diffusi uno alla volta e i partecipanti dovevano cercare di ricordarne la diversità. In ogni sessione veniva utilizzato un nuovo set di odori.

La fase di riposo
Dopo la fase di codifica i partecipanti dovevano riposare ma non dormire. Questa veniva definita fase di consolidamento. Tale fase durava un’ora ed era divisa in due gruppi: il primo doveva respirare solo con il naso e l’altro con la bocca.

La fase di riconoscimento
Dopo la pausa c’è stata la fase di riconoscimento: i partecipanti dovevano identificare gli odori che erano stati presentati inizialmente. Tuttavia, in questo momento venivano mescolati odori comuni con quelli facilmente riconoscibili. Ogni volta che veniva diffuso un odore, i partecipanti dovevano cercare di indentificarne il tipo e poi valutarne l’intensità, la familiarità e la piacevolezza. Sia nella prima fase (codifica) che nell’ultima (riconoscimento), il flusso d’aria è stato monitorato attraverso una cannula nasale.

I risultati
I risultati ottenuti dagli scienziati hanno evidenziato che i partecipanti che respiravano attraverso il naso tra il momento dell'apprendimento e il riconoscimento, ricordavano molto meglio gli odori. «L'idea che la respirazione influisca sul nostro comportamento non è nuova. Basti pensare alla meditazione. Il prossimo passo è misurare ciò che accade realmente nel cervello e come questo sia collegato alla memoria», conclude Arshamian.

Respiro e cervello
Uno precedente studio della Northwestern University aveva anche rilevato un legame tra la velocità della respirazione e le emozioni. E dai risultati si era potuto notare che il ritmo del respiro è in grado di modificare l’attività elettrica di alcune aree cerebrali: l’ippocampo e l’amigdala. Ne consegue che vengano influenzate anche emozioni come la paura oltre allo stoccaggio dei ricordi.

Fonti scientifiche

[1] Respiration modulates olfactory memory consolidation in humans Artin Arshamian, Behzad Iravani, Asifa Majid and Johan N. Lundström Journal of Neuroscience 22 October 2018, 3360-17; DOI: https://doi.org/10.1523/JNEUROSCI.3360-17.2018