16 dicembre 2018
Aggiornato 18:30

Ecco il probiotico che combatte i batteri resistenti (senza antibiotici)

I batteri resistenti potrebbero essere debellati utilizzando ceppi specifici di probiotici. Ecco i risultati di un nuovo studio del National Institutes of Health

I probiotici distruggono i batteri resistenti
I probiotici distruggono i batteri resistenti (One Photo | Shutterstock)

I batteri resistenti stanno diventando un vero flagello per l’umanità e si pensa che in un futuro non troppo lontano torneremo di nuovo a morire per malattie che, fino a poco fa, ci sembravano – tutto sommato - banali. Nonostante la ricerca stia facendo qualche passo per fermare quella che è diventata una vera piaga, ancora non si è arrivati a nessun trattamento farmacologico davvero efficace. Probabilmente perché si è sempre sbagliato l’approccio. Un metodo che risulta essere maggiormente promettente, invece, è quello scoperto da alcuni scienziati del National Institutes of Health: utilizzare i probiotici.

Probiotici o antibiotici?
Come si evince dal nome, la parola antibiotico ci ricorda qualcosa che è contro la vita stessa: anti-bios, dal latino bios (vita). Al contrario, i probiotici, sono pro-bios ovvero favoriscono la vita. D’altro canto, sappiamo che il corpo umano è formato dall’80% di cellule batteriche e una minima parte di quelle umane. Da ciò si evince come il benessere del nostro organismo dipenda da forme di vita infinitesimali che compongono quello che viene definito microbiota umano. Ma se queste forme di vita non sono quelle corrette o, peggio, si trovano in numero ridotto perché distrutte dagli antibiotici, difficilmente riusciranno a contrastare i patogeni. Ecco il motivo per cui è importante che il nostro microbiota sia piuttosto ampio - grazie a un’alimentazione varia. In questo modo i batteri buoni sono in un numero così abbondante da poter contrastare quelli cattivi.

I probiotici contro lo stafilococco
Lo stafilococco aureo è un batterio che causa decine di migliaia di morti in tutto il mondo, ogni anno. Si tratta di un microrganismo resistente alla meticillina e se non preso in tempo potrebbe provocare gravi (e croniche) malattie. Molte persone lo hanno nelle prime vie respiratorie, luogo dove generalmente non causa alcun danno, ma se per qualche motivo lui stesso o una persona vicina, si trova in un momento di indebolimento immunitario, lo stafilococco può invadere altre aree diventando molto pericoloso se il trattamento farmacologico non funziona. Tuttavia, gli scienziati coordinati dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) del NIH, hanno scoperto, in maniera del tutto inaspettata, che i batteri del genere Bacillus impedivano ai batteri Stafilococco aureus di crescere nell'intestino e nel naso di individui sani. Per capirne qualcosa di più hanno condotto ulteriori studi su modello animale e umano collaborando con gli studiosi della Mahidol University e della Rajamangala University of Technology (Tailandia).

I benefici per la salute
«I probiotici sono spesso raccomandati come integratori alimentari per migliorare la salute dell'apparato digerente. Questo è uno dei primi studi che descrive esattamente come possono funzionare per fornire benefici per la salute. La possibilità che il Bacillus assunto per via orale possa essere un'alternativa efficace al trattamento antibiotico per alcune condizioni è scientificamente intrigante e sicuramente degno di ulteriori esplorazioni», spiega il direttore del NIAID Anthony S. Fauci.

Lo studio
Durante lo studio sono state coinvolte 200 persone che provenivano da zone rurali. La scelta è stata dettata dal fatto che questo campione di popolazione non era eccessivamente influenzato dall’eccessiva sterilizzazione di alimenti o antibiotici come le persone che vivono in aree urbane molto sviluppate. Ogni volontario ha donato campioni fecali e dalle analisi si è potuto evidenziare che oltre la metà possedesse batteri del genere Bacillus, principalmente il B. subtilis. Questi formano spore che possono sopravvivere in ambienti difficili. Di norma vengono integrati attraverso il consumo di verdure, consentendo loro di crescere temporaneamente nell'intestino. Ciò che ha più stupito gli scienziati è che le persone che sono state trovate positive al test per lo stafilococco erano solo quelle che non avevano i batteri bacillus nell’intestino. Nessuno di quelli che aveva il microbiota con tale batterio aveva tracce di stafilococco.

Inibizione dello stafilococco
Gli scienziati, successivamente, hanno trasferito il Bacillus proveniente dalle feci umane in alcuni topolini da laboratorio affetti da stafilococco. E hanno scoperto che il batterio era riuscito a inibire il patogeno.

Fengicine
Grazie alla spettrometria di massa, gli scienziati sono riusciti a comprendere che l’inibizione dello stafilococco da parte del Bacillus è dovuto alla presenza di fengicine, delle molecole che sono parte del peptide e del lipide (lipopeptidi). Ma non solo: tali sostanze sembrano essere attive su tuti i ceppi di stafilococco, incluso il pericoloso MRSA USA300. Per confermare la loro ipotesi, gli scienziati hanno colonizzato l’intestino dei topi con lo stafilococco, fornendo loro delle spore di Bacillus Subtilis al posto degli antibiotici. Il probiotico, fornito ogni due giorni, è stato in grado di eliminare completamente lo stafilococco. Ma quando si rimuoveva la fengicina, il trattamento non funzionava più.

Il prossimo passo
Ora, il prossimo passo sarà quello di arruolare altri pazienti per vedere se il Bacillus possa eliminare definitivamente lo stafilococco anche nelle persone. «In definitiva, speriamo di determinare se un semplice regime probiotico può essere utilizzato per ridurre i tassi di infezione di MRSA negli ospedali», conclude Michael Otto, investigatore capo del NIAID.

Fonti scientifiche

[1] MICROBIOME - Silencing Staphylococcus aureus with probiotics  - Ashley York - Nature Reviews Microbiology (2018)

[2] NIH study finds probiotic Bacillus eliminates Staphylococcus bacteria - Additional studies of common supplement planned. - NIH