17 ottobre 2019
Aggiornato 17:30
Interazioni tra farmaci e integratori

Occhio a farmaci e integratori presi insieme, possono rappresentare un serio rischio per la salute

Ricercatori mettono in guardia dall'uso combinato di farmaci, integratori e rimedi a base di erbe. L’interazione tra questi può provocare anche gravi danni alla salute

Quando si stanno assumendo farmaci, medicinali a base di erbe o integratori è bene porre molta attenzione a quali, come e quando si stanno prendendo perché, secondo uno studio dell’Università di Hertfordshire in Inghilterra, tutti questi possono interagire l’uno con l’altro e causare anche seri problemi e danni alla salute.

Efficacia compromessa
Lo studio, pubblicato sulla rivista British Journal of General Practice, ha messo in evidenza come, per esempio, l’efficacia di alcuni farmaci sia stata ridotta e siano emersi problemi di interazione che hanno messo in pericolo la salute di chi assumeva più rimedi insieme o durante lo stesso periodo. Tra i diversi ‘effetti indesiderati’ dei farmaci presi insieme, riferiscono i ricercatori, vi è una pericolosa interazione tra quelli per il controllo della pressione sanguigna, le statine e l’aspirina. In questi casi, si è rilevato un aumento della concentrazione di glucosio nel sangue e il rischio di emorragia interna. Gli autori dello studio hanno anche scoperto che si verifica una ridotta capacità del corpo di assorbire i farmaci prescritti.

Interazioni avverse
In linea generale, i ricercatori hanno scoperto che il 32,6% dei partecipanti allo studio era a rischio di potenziali interazioni avverse con i farmaci. Tra le sostanze con potenziali rischi di interazione tra farmaci vi era inoltre l’olio di primula, l’iperico o erba di San Giovanni e il ginkgo biloba. Tra i supplementi, o integratori, vi erano la glucosamina (o glucosammina) e l’olio di pesce Omega-3.
«Il potenziale rischio di interazioni con alcune combinazioni di farmaci da prescrizione, farmaci a base di erbe e supplementi dietetici mostra la necessità per gli operatori sanitari di porre domande di routine sull’uso di altri farmaci che non sono prescritti – spiega in un comunicato il dottor Taofikat Agbabiaka – Questo aiuterebbe ad avviare discussioni su un più ampio uso degli integratori alimentari e dietetici e sulle loro possibili interazioni, per aumentare la sicurezza del paziente».

Lo studio e i risultati
I ricercatori hanno messo sotto esame 55 combinazioni tra farmaci, supplementi e medicinali a base di erbe. I test hanno rivelato che 28 di queste non causavano alcuna interazione o «nessuna interazione di significato clinico», tuttavia, 21 combinazioni sono state classificate dagli autori come interazioni con «dubbi sul risultato dell’uso concomitante». Infine, 3 combinazioni sono state classificate come «potenzialmente pericolose» e altre 3 «a rischio significativo». Tra le interazioni a serio rischio vi erano il supplemento di Bonecal (un complemento nutrizionale a base di Calcio algale, Vitamina K2 e Vitamina D3) con il farmaco per l’ipotiroidismo levotiroxina. E poi l’integratore a base di menta piperita con il Lansoprazolo (un inibitore della pompa protonica) e l’integratore a base di iperico con il farmaco Amlodipina, un medicinale per l’ipertensione.

Fino a otto tipi di interazioni a persona
Allo studio hanno anche partecipato 149 soggetti, di cui un terzo ha dichiarato di aver usato medicinali a base di erbe e integratori alimentari da banco acquistati l’auto-prescrizione. Lo studio ha anche rilevato che alcuni pazienti assumevano fino a otto tipi di farmaci e supplementi alternativi insieme. Il 78% dei partecipanti si è scoperto che stava assumendo integratori alimentari, comprese vitamine e minerali. Gli integratori alimentari più comunemente utilizzati erano olio di fegato di merluzzo, glucosamina, multivitaminici e vitamina D. I comuni medicinali a base di erbe erano olio di enotera, valeriana e Nytol Herbal (una combinazione di luppolo, genziana e passiflora). Dai dati acquisiti è apparso evidente che il rischio di interazione è più diffuso e presente di quanto non si creda, e che pertanto molte persone sono esposte ai pericoli che questa interazione può comportare.