15 novembre 2018
Aggiornato 09:00

Va in ospedale per un angiogramma e muore per un errore medico

Una donna di 35 anni muore durante un angiogramma per un errore medico. Ma l’ospedale non si è neppure scusato
35enne muore dopo un angiogramma
35enne muore dopo un angiogramma (Nuttadol Kamperm | Shutterstock)

A quanti di noi capita di dover fare degli esami di routine e pensare già agli impegni che si avranno appena uscita dall’ospedale? E’ la stessa cosa che ha fatto una donna di 35 anni, quando è stata accompagnata dal proprio marito per fare un semplice angiogramma. Era certa che all’ora del tè sarebbe già stata a casa in compagnia della sua splendida famiglia. Qualcosa, però, è andato storto e la povera donna ha perso la vita a causa di un errore medico.

La vicenda
Il suo nome era Kate Jones. Aveva solo 35 anni quando si recò in ospedale per un semplicissimo esame di routine. Come spiegato più volte dai medici, infatti, lo screening era totalmente sicuro e privo di effetti avversi. Nonostante ciò, ha perso la vita in un modo orribile e tutti i tentativi di rianimazione sono stati vani.

Insieme al marito
Kate si era recata in ospedale per eseguire un angiogramma. Durante la procedura il marito l’attendeva in sala di aspetto. Tuttavia, cominciò ad allarmarsi seriamente quando vide correre un’infermiera verso di lui per chiedergli il nome dei suoi figli. Lo scopo era quello di aiutare la moglie a non perdere conoscenza e concentrarsi su qualcosa per lei importante. «Dopo un'ora ho visto il personale arrivare di corsa dalla stanza in preda al panico, sembrava che stessero correndo per chiedere aiuto e poi uno specialista è entrato nella stanza. Sapevo che qualcosa era andato storto ma non sapevo quanto fosse orribile fino a quando un'infermiera uscì e mi chiese i nomi dei nostri figli. Volevano saperlo per mantenere Kate concentrata sui suoi figli e aiutarla ad aggrapparsi alla vita. Ero in totale shock», racconta il marito ancora furioso.

Un momento terribile
«È stata la cosa più orrenda: ho portato mia moglie in ospedale per questo test che pensavamo fosse perfettamente sicuro e sono andato a casa vedovo», racconta il marito Jones, ora 48enne. «Il team dell'ospedale non si è ancora scusato nonostante abbia dovuto ammettere la responsabilità e questo è stato particolarmente difficile, ha reso tutto molto peggio». Dopo una battaglia legale durata ben cinque anni, il marito è riuscito a ottenere un rimborso di 700mila sterline, ma questo non cambia le cose: è ancora furioso con i medici per quanto accaduto. «Nessun compenso può riportarla indietro e dobbiamo vivere il resto delle nostre vite senza il suo amore, il suo sostegno e la sua gioia di vivere».

Perché aveva fatto l’esame?
L’angiogramma è un tipo di esame che serve a valutare il restringimento delle arterie. Kate era giovane, magra e in buona salute. Tuttavia, a causa di una familiarità geentica, si vedeva costretta ad assumere statine per tenere sotto controllo il colesterolo alto. L’angiogramma le è stato consigliato nel 2013 dopo aver avuto una lieve palpitazione cardiaca. Per questo motivo i due coniugi si sono affidati al personale del Princess Alexandra Hospital di Harlow. «Nonostante il suo occasionale soffio al cuore e il colesterolo alto, Kate era comunque in forma e piena di vita, sempre in movimento e in giro con i bambini», spiega il signor Jones, il quale ricorda che la donna ha lasciato anche tre figli piccoli.

Cosa è accaduto?
Durante l’esame, a causa di errori medici, l’arteria della donna è stata lacerata a tal punto da causarle un arresto cardiaco. Tutto ciò, è importante sottolineare, non è stata la causa della sua morte. In realtà il problema principale si è verificato perché i medici hanno dovuto attendere ben 15 minuti prima di avere a disposizione uno specialista. E’ stata proprio questa attesa a causare il peggioramento della ferita e della condizione. Lo specialista, quando arrivò da Kate, inserì uno stent per migliorare il flusso sanguigno. Ma anche in questo caso ci fu un ulteriore problema: il connettore che teneva il cavo guida si ruppe e invece di lasciare il filo in posizione, sostituendo il connettore, il chirurgo tirò fuori il filo guida. Fu così impossibile rimettere a posto lo stent velocemente. Questo ulteriore errore provocò un secondo arresto cardiaco che ne causò il decesso.

Devastato interiormente
Inutile dire che quando il marito tornò a casa era completamente devastato e fu davvero difficile dire alle sue bambine che la sua mamma non sarebbe mai stata più con loro. «Kate era l'amore della mia vita, era vibrante, premurosa e talentuosa, con un senso dell'umorismo unico, era così orgogliosa dei suoi figli e ha fatto un'impressione duratura su tutti quelli che l'hanno incontrata. difficile credere che non sia qui», conclude il marito. L’uomo ora si vede costretto a pagare 25.000 sterline all’anno per pagare delle persone che possano accudire i suoi figli quando lui si trova al lavoro.