23 febbraio 2020
Aggiornato 12:30
Staminali e sclerosi multipla

Sclerosi multipla: tre pazienti hanno testato (con successo) il trapianto di staminali

La prima sperimentazione italiana per quanto riguarda il trapianto di staminali nei pazienti affetti da sclerosi multipla. L’intervento è perfettamente riuscito

Eseguito con successo il trapianto di staminali nei pazienti con sclerosi multipla
Eseguito con successo il trapianto di staminali nei pazienti con sclerosi multipla Shutterstock

Sperimentato il primo trapianto di staminali su tre pazienti affetti da sclerosi multipla. Il test è stato eseguito pochi giorni fa presso l'Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Il trapianto è avvenuto grazie al coordinamento di Angelo Vescovi, direttore scientifico di Revert Onlus. Stando alle prime informazioni, l’intervento è terminato nel migliore dei modi e ora i pazienti stanno bene.

L’annuncio
L’annuncio del buon esito dell’intervento è stato dato in Vaticano, da Monsignor Paglia e da Vescovi, durante l’assemblea Nazionale della Pontificia Accademia per la Vita. Al momento sembra che i tre pazienti sottoposti alla sperimentazione stiano bene e non abbiano manifestato alcun tipo di effetto collaterale. I test fanno parte di una sperimentazione clinica ancora in fase I ed è rivolta a persone affette da sclerosi multipla secondaria progressiva.

Il trapianto
Il trapianto è stato reso possibile grazie alla collaborazione con la Fondazione Cellule Staminali di Terni, l'Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, lo Swiss Institute for Regenerative Medicine e l'Ospedale Cantonale di Lugano. Per eseguire l’intervento, gli specialisti hanno iniettato ben cinque milioni di cellule staminali all’interno del ventricolo laterale cerebrale. Lo scopo è quello di permettere la diffusione delle cellule nel sistema nervoso centrale attraverso il liquido cefalorachidiano.

Nessuna complicazione
Per fortuna, grazie all’abilità e alla conoscenza del neurochirurgo Sandro Carletti, responsabile del Dipartimento di Neuroscienze dell'Ospedale Santa Maria di Terni, l’intervento è avvenuto in maniera ottimale senza nessuna complicazione. E oggi, 15 giorno dopo, non si è ancora manifestato alcun effetto secondario. «Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti in questa prima parte della sperimentazione. I pazienti sono sotto controllo e stanno bene: non abbiamo rilevato alcuna evidenza di effetti collaterali. Quello intrapreso è un percorso lungo e complesso, ma la conclusione del trapianto sul primo gruppo di pazienti è un segnale positivo che rappresenta un nuovo traguardo per la ricerca scientifica italiana verso la cura delle malattie neurodegenerative. Per quanto si tratti di una sperimentazione di fase I, abbiamo costruito il disegno sperimentale in modo da avere qualche probabilità di potere evincere eventuali effetti terapeutici», spiega Vescovi.

Altri trapianti in arrivo
Molto probabilmente anche altre persone potranno beneficiare della sperimentazione: il team di medicina è in attesa dell’autorizzazione a procedere già dai prossimi mesi. Ricordiamo, tuttavia, che il trail clinico di fase 1 ha esclusivamente lo scopo di valutare la sicurezza e la tollerabilità della procedura. Purtroppo, però, non molte persone potranno accedere ai test, al momento c’è posto solo per 15 persone di età compresa fra i 18 e i 60 anni.

Un graduale aumento
Durante le varie fasi di sperimentazione, i pazienti avranno a disposizione diversi dosaggi cellulari. Il primo gruppo, come abbiamo visto, ha beneficiato di 5 milioni di cellule, il secondo ne avrà a disposizione il doppio e il terzo ancor di più. Questo consentirà ai medici/ricercatori di valutare eventuali impatti negativi o insoliti a livello neurologico. Infine, al termine della sperimentazione, i pazienti dovranno sottoporsi a controlli periodici (una volta al mese) durante il primo anni e controlli semestrali nei successivi cinque anni.