17 luglio 2019
Aggiornato 06:00
Pericolo HIV

Contrae appositamente l’HIV per poter contagiare gli altri: condannato a 50 anni di carcere

Un giovane ragazzo di 25 anni ha contratto volontariamente il virus dell’HIV per poter danneggiare altre persone. L’ammissione in tribunale

Codnannato a 50 anni di carcere per aver tentato di infettare deliberatamente delle persone dall'HIV
Codnannato a 50 anni di carcere per aver tentato di infettare deliberatamente delle persone dall'HIV Shutterstock

SCRANTON - Sembra la trama di un film, invece è tutto vero: un giovane ragazzo di 25 anni, residente negli Stati Uniti, voleva infettare deliberatamente alcune persone dall’HIV. A differenza di altri casi di cui abbiamo parlato in precedenza, tuttavia, non è stato anche lui stesso una vittima. Nessuno, infatti, gli aveva erroneamente trasmesso il virus. Il patogeno è entrato nel suo organismo in maniera del tutto intenzionale. Lo scopo? Distruggere se stesso e anche gli altri.

Colpevole di molti reati
Il suo nome è Stephen Koch, ha 25 anni e abita a Scranton, una cittadina dell’Arkansas (Stati Uniti). La sua storia è diversa da molte altre perché non è una vittima dell’HIV ma è stato proprio lui a scegliere di infettarsi. Secondo quanto riportato dalla Northwest Arkansas Democrat-Gazette è stato anche dichiarato colpevole di pedopornografia e abuso di droga.

L’ammissione in tribunale
Un’altra caratteristica unica di Koch è che non ha avuto nessuna remora nell’ammettere in tribunale di aver contratto intenzionalmente il virus e aver preso alcuni appuntamenti a sfondo sessuale allo scopo di trasmettere l’HIV agli altri. Quando il giudice Robin Green ha chiesto al pubblico ministero se «il signor Koch aveva intenzionalmente contratto il virus dell'HIV in modo da poter poi contagiare gli altri», lo stesso Koch ha ammesso che era tutto vero.

Danneggiare gli altri
Durante il processo il giudice ha chiesto a Koch se le sue intenzioni erano quelle di danneggiare gli altri: «era proprio questa la ragione?». L’uomo, senza esitazione, ha risposto di sì. E si è anche dichiarato colpevole di numerose accuse di droga, condotte sessuali esplicite che coinvolgevano bambini e il tentativo di esporre un’altra persona all’HIV. Grazie al lavoro svolto dalle autorità locali è stato possibile rilevare messaggi di testo e altre comunicazioni che riguardavano la sua intenzione a diffondere il virus. Lo sceriffo della contea di Benton, Shawn Holloway, ha dichiarato che le autorità «hanno lavorato rapidamente alla ricostruzione del loro caso, arrestando il sospetto e impedendo ulteriori attività criminali».

50 anni di carcere
In base alle risposte fornite da Koch, il giudice gli ha dato ben 50 anni di carcere e gli ha ordinato di registrarsi come molestatore sessuale. I media esteri non hanno citato il nome degli avvocati di Koch. La condanna è anche relativa a reati di droga, possesso di metanfetamina, tentato spaccio e pedopornografia.

Fate capire ai vostri figli il pericolo
«Questo caso offre un'eccellente opportunità per i genitori della nostra comunità di coinvolgere i propri figli e parlare dei pericoli associati all'attività sessuale non protetta, incontrare persone online e attività sessuali con partner non molto conosciuti. I pericoli derivanti dall'attività sessuale sono abbastanza alti senza pensare a persone del calibro di Stephen Koch. Intenzionalmente o con intenzione molti possono diffondere malattie sessualmente trasmissibili ai partner a loro insaputa», conclude lo sceriffo Holloway.

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