19 giugno 2021
Aggiornato 05:00
Droghe legalizzate

Droghe, è ora di legalizzarle. Il proibizionismo danneggia la salute pubblica

Anche il British Medical Journal ha deciso di far sentire la propria voce. Per contenere i danni derivanti dalle droghe esiste solo un metodo: legalizzarle

L’appello è stato lanciato dal prestigioso British Medical Journal: il proibizionismo sta facendo troppi danni. È ora di cambiare le cose legalizzando – e chiaramente anche tassando – le droghe. Per molti anni abbiamo sperimentato i risultati di legislazioni eccessivamente restrittive e abbiamo scoperto che più divieti ci sono, maggiore è il mercato illecito al quale si aggiungono tutta una serie di gravi problematiche. La soluzione, quindi, è lasciare la responsabilità – e libertà – alle persone di usare le droghe nella speranza che gli episodi di violenze e morti correlati all’illecito possano finalmente terminare.

Perché continuare così?
Nell’editoriale del British Medical Journal, redatto da Jason Reed e Paul Whitehouse, si evince come non ci sia alcun motivo per continuare sulla strada del divieto. Tutto ciò sembra aver causato solo danni e potenziato un mercato pericoloso sotto molti punti di vista. Tant’è vero che Fiona Godlee nella sua prefazione ritiene che non esiste «nessuna giustificazione razionale perché si continuino a criminalizzare le droghe». Conosciamo tutti, infatti, l’elevato tasso di mortalità legato all’utilizzo delle droghe e a tutto l’ambiente che gira intorno a esso.

Ci hanno provato in tanti
Finalmente anche il BMJ si unisce alla fitta schiera di persone che ritengono che la soluzione per contrastare il mercato illecito sia quello di legalizzare la droga. Precedentemente si era infatti espressa positivamente anche la British Medical Association, il Royal College of Physicians, la Royal Society of Public Health e la Faculty of Public Health.

La guerra alla droga è fallita
«Le leggi proibizioniste – si legge sul BMJ -  che criminalizzano la produzione, la fornitura, il possesso e l'uso di alcune droghe per scopi non medici, costano almeno 100 miliardi di dollari all'anno ma non sono riuscite a frenare né l'offerta né la domanda, ridurre la dipendenza o minimizzare i danni». È quindi ora che i medici «indirizzino richieste di riforma pragmatica informate dalla scienza e dall'etica».

Troppa criminalità
Il mercato illegale della droga porta con un sé una miriade di danni: diversi studi hanno infatti evidenziato come anche la criminalità armata sia enormemente aumentata in relazione a una maggior diffusione di crack e fentanil. Ciò significa che il divieto non solo non è riuscito a contenere l’abuso di droga ma ha anche provocato danni collaterali non indifferenti. E a detta del BMJ le misure preventive della Serious Violence Strategy (nel Regno Unito) non riusciranno mai e poi mai a bloccare tale criminalità.

Meglio spendere i soldi in altra maniera?
Alcuni esperti ritengono che la droga si possa combattere in maniera più efficiente migliorando i programmi di educazione, di protezione e di assistenza ai tossicodipendenti. Ma, ancor di più, legalizzando le droghe e tassandole. Esattamente come avviene per le sigarette e l’alcol che si acquistano ogni giorno. Il denaro che ne deriverebbe potrebbe anche essere utilizzato allo scopo di usare maggiori misure di sicurezza per contrastare il commercio illegale.

È ora di fare qualcosa di concreto
Come tanti altri, anche il BMJ ha deciso di far sentire la sua voce ricordando a tutti che così non si può continuare. È tempo di agire e fare davvero qualcosa di concreto. «Il mercato globale delle droghe illecite è di 236 miliardi di sterline ma questi soldi spingono il crimine organizzato e la disperazione umana. Perché non dovrebbero essere usati per i servizi pubblici? Questa è una questione su cui i medici possono e dovrebbero far sentire la propria voce», conclude l’editoriale.

[1] The war on drugs has failed: doctors should lead calls for drug policy reform BMJ 2016; 355 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.i6067 Cite this as: BMJ 2016;355:i6067