23 ottobre 2018
Aggiornato 02:30

Calorie, ci sono quelle buone e quelle cattive. Ecco perché alcune fanno più danni di altre

Secondo un nuovo studio alcune calorie infliggono più danni di altre: il ruolo nell'obesità, nel diabete di tipo 2 e nelle malattie cardiovascolari o cardiometaboliche
Bevande zuccherate
Bevande zuccherate (Fotos593 | shutterstock.com)

STATI UNITI – Obesità, diabete, malattie cardiovascolari e altre sono soltanto alcuni dei danni che certe calorie possono provocare. Per questo, 22 esperti di patologie cardiometaboliche, che si erano riuniti per la CrossFit Foundation Academic Conference 2017, hanno appena pubblicato un position paper in cui mettono in guardia dal pericolo delle calorie derivanti dagli zuccheri, e in particolare quelli delle bevande zuccherate, ma non solo. Questo tipo di calorie ha un ruolo di primo piano nei problemi di salute cronici.

La domanda a cui rispondere
Le conclusioni, pubblicate sulla rivista Obesity Reviews, intendono rispondere alla domanda: tutte le calorie sono uguali per quanto riguarda gli effetti sulla malattia cardiometabolica e l’obesità? Il documento dei nutrizionisti fornisce un’ampia rassegna circa l’attuale scienza sulle diete che può portare all’obesità, alle malattie cardiovascolari e al diabete di tipo 2. «La novità – spiega l’autore principale Kimber Stanhope, biologo nutrizionista presso l’Università della California, Davis – è che un gruppo impressionante di scienziati con una vasta esperienza nella nutrizione e nel metabolismo concordando con la conclusione che le bevande zuccherate aumentano i fattori di rischio cardiometabolico rispetto a quantità uguali di amido».

L’aspartame non fa ingrassare
Un altro punto interessante evidenziato dai ricercatori nel position paper è il ruolo dell’aspartame quale sostitutivo dello zucchero. Gli autori hanno convenuto che l’aspartame non promuove l’aumento di peso negli adulti. Il dottor Stanhope ha detto che potrebbe essere una sorpresa per molte persone. «Se vai su Internet e cerchi l’aspartame, chi non è del mestiere verrebbe convinto che l’aspartame faccia ingrassare, ma non è così – sottolinea Stanhope – in parole povere è che nessuno studio non condotto sull’uomo sugli zuccheri non calorici mostra un aumento di peso».

Il ruolo dei grassi polinsaturi
Gli autori dell’articolo hanno anche concordato sul fatto che il consumo di grassi polinsaturi (n-6), come quelli trovati in alcuni oli vegetali, semi e noci, riduce il rischio di malattia se confrontato con quantità uguali di grassi saturi. Tuttavia, questa conclusione contiene un altro avvertimento: i latticini come formaggio e yogurt, che possono essere ricchi di grassi saturi, sono stati associati a un ridotto rischio cardiometabolico. «Abbiamo una lunga strada da percorrere per ottenere risposte precise su molti problemi nutrizionali diversi – conclude Stanhope – Tuttavia, siamo tutti d’accordo sul fatto che un modello di dieta sana composto da cereali integrali, frutta, verdura e grassi sani minimamente trasformati promuove la salute rispetto al tipico e raffinato regime alimentare occidentale».