Salute | Tonno

Attenzione al tonno proveniente dalla Spagna. Già 2 intossicati a Torino

Un altro caso di intossicazione da tonno proveniente dalla Spagna. Continuano le indagini per capire chi ha interrotto la catena del freddo

Due intossicati a Torino con il tonno proveniente dalla Spagna
Due intossicati a Torino con il tonno proveniente dalla Spagna (Nikiti | Shutterstock)

TORINO - E’ di nuovo allarme per il tonno. Questa volta si tratta di prodotti ittici provenienti dalla Spagna che hanno portato all’intossicazione due coniugi a Torino ma che potrebbero interessare molte altre persone della nostra penisola. Il pesce era stato acquistato in una pescheria della città e i consumatori, nonostante avessero cotto l’alimento, sono stati portati al pronto soccorso a causa di una forte intossicazione. Per fortuna cortisone e antistaminici somministrati dai medici dell’ospedale hanno permesso una permanenza piuttosto breve presso il nosocomio torinese. Ma è indubbio che bisogna porre molta attenzione da ciò che si acquista.

Sindrome sgrombroide
Le analisi sono state condotte grazie al laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico di Torino diretto dalla dottoressa Lucia Decastelli che ha effettuato i diversi esami sui residui del piatto, nella pescheria e dal grossista. I risultati hanno fatto pensare a quella che viene classificata come sindrome sgombroide, un disturbo provocato perlopiù da elevate dosi di istamina.

I sintomi della sindrome sgrombroide
Non è sempre facile comprendere che si tratta di sindrome sgrombroide, infatti i sintomi sono più o meno evidenti e molto diversificati. Per esempio si può manifestare cefalea, crampi addominali, nausea, tachicardie o palpitazioni e diarrea. I primi segnali possono manifestarsi da pochi minuti dopo l’ingestione fino a un massimo di due o tre ore. In alcuni casi – per altro molto rari - si può assistere anche a una forte nausea accompagnata da vomito, difficoltà respiratorie, ipotensione e ischemia miocardica.

Reato?
Il problema principale risiede nell’interruzione della catena del freddo: un tema su cui al momento le indagini sembrano essere ancora in corso. Tuttavia, l’ASL di Torino ha redatto una notizia di reato che invierà alla magistratura allo scopo di avviare le ricerche. I livelli di istamina che sono stati rilevati sono risultati sei volte più alti della soglia di sicurezza. L’accaduto sarebbe dovuto proprio alla cattiva conservazione del pesce che causa lo sviluppo di alti livelli di istamina. Purtroppo non c’è alcun modo per rimuoverla dall’alimento considerando che resiste anche ad alte temperature.

La spagna è recidiva
Purtroppo non è la prima volta che alcune persone hanno sviluppato la sindrome sgombroide a causa del tonno. Solo l’anno scorso sono stati registrati un centinaio di casi in Spagna. Non a caso, il Ministero della Salute spagnolo aveva diramato un comunicato esteso alla nostra penisola circa il rischio a cui si andava incontro. Purtroppo al momento non si hanno informazioni sufficienti per stabilire se l’interruzione della catena del freddo è avvenuta sempre dalla stessa ditta o meno.

Cos’è la sindrome sgombroide
Si tratta di una sindrome nota anche con il nome di Histamine Fish Poisoning (HPF) e ha la caratteristica di causare una sorta di allergia provocata da prodotti ittici mal conservati. La malattia, infatti, viene scatenata da una sgrombrotossina ovvero da una miscela di ammine come la putrescina e la cadaverina insieme ad elevate quantità di istamina (derivato dell’istidina). Il nome deriva proprio dal fatto che l’istindina si trova in maggiori quantità nei pesci appartenenti alla famiglia degli sgombri, tra cui anche il tonno. È importante sottolineare che la sindrome può provocare effetti più forti se durante il pasto si consumano altri alimenti ricchi di istamina.

Come prevenire la sindrome sgombroide
L’unico modo per evitare la sindrome sgombroide è porre molta attenzione a ciò che si acquista. Per esempio si può osservare bene il pesce per verificare il corretto stato di conservazione. Inoltre è indispensabile portarlo a casa sempre avvolto da una borsa termica o, se fa molto caldo, da una mattonella del ghiaccio.