24 ottobre 2018
Aggiornato 07:00

Il dentifricio protegge i denti? Secondo gli scienziati no. Anzi, a volte li danneggia

Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dentifrici che si trovano in commercio: non proteggono i denti e possono fare addirittura danni
Il dentifricio potrebbe non essere utile per lavare i denti
Il dentifricio potrebbe non essere utile per lavare i denti (Africa Studio | Shutterstock)

In commercio esistono centinaia di marche di dentifrici. Ogni prodotto assicura di apportare una serie innumerevole di benefici per la nostra salute orale. Ma i dentifrici che compriamo, mantengono davvero le promesse? Secondo alcuni ricercatori la maggior parte è inutile, specie per quanto riguarda l’erosione dentale e l’ipersensibilità. Questo, perlomeno, è quanto emerge da un recente studio condotto presso l’Università di Berna (Svizzera).

Perdi lo smalto comunque
Il team di ricerca, che ha condotto uno studio grazie al supporto di una borsa di studio proveniente dalla Fondazione di ricerca São Paulo – FAPESP, ritiene che i dentifrici servano a poco o nulla. Tutti i prodotti presi in esame dagli scienziati, infatti, non sono stati in grado di mitigare la perdita di superficie dentale (smalto). Si tratta di uno dei fattori più importanti per quanto riguarda l’erosione dentale e l’ipersensibilità.

Il problema della dentina
«La ricerca ha dimostrato che la dentina deve essere esposta con tubuli dentinali aperti in modo che ci sia ipersensibilità, e l'erosione è una delle cause dell'esposizione della dentina. Questo è il motivo per cui, nel nostro studio, abbiamo analizzato i dentifrici che si dichiarano antierosivi e/o desensibilizzanti», ha dichiarato Samira Helena João-Souza, della Scuola di Odontoiatria dell'Università di San Paolo (FO-USP) in Brasile.

L’erosione dentale è multifattoriale
«Il dentifricio non risolverà completamente il problema. L'erosione dentale è multifattoriale. Ha a che fare con la spazzolatura e, soprattutto, con la dieta. Cibo e bevande sono sempre più acidi a causa della lavorazione industriale», continua Samira Helena João-Souza. La ricercatrice, spiega infatti che l'erosione dei denti è una perdita cronica di tessuto dentale duro provocato dall’acido senza che vi sia necessariamente del coinvolgimento batterico. Ma se viene associato a un'azione meccanica, come la spazzolatura, può rovinarsi ulteriormente.

Perdita della struttura del dente
«Abbiamo studiato quelle che sono conosciute come lesioni cervicali non cariose, che comportano la perdita della struttura del dente non dovuta ai batteri che causano la carie. Nel nostro lavoro clinico, vediamo i pazienti con questo problema nella regione cervicale tra la gengiva e il dente. Lo smalto in questa regione è più sottile e più suscettibile al problema», spiega la coautrice dello studio, la professoressa Ana Cecilia Corrêa Aranha .

Non sempre è carie
Quante volte vi sarà capitato di avere i denti ipersensibili e pensare che si tratti di un dente cariato quando invece il dentista non è riuscito a trovare nessuna carie? «Vengono in clinica pensando di avere la carie, ma in realtà il problema è causato dall'esposizione della dentina a causa di una scorretta spazzolatura con un dentifricio molto abrasivo, ad esempio, combinato con il consumo frequente di grandi quantità di alimenti acidi e bevande», spiega Aranha.

Il test
Durante lo studio gli scienziati hanno valutato l’efficacia e l’azione di diversi dentifrici in vendita in Brasile e in Europa. Dopodiché hanno analizzato il modo in cui le interazioni tra fattori chimici e fisici influenzano l'usura dei denti. Per farlo hanno simulato l’effetto dello spazzolamento dentale con una esposizione a sostanze acide su premolari umani. «Abbiamo utilizzato un test di microdurezza per calcolare la perdita di smalto dovuta alla spazzolatura con i dentifrici testati. L'analisi chimica consisteva nel misurare il pH del dentifricio e i livelli di stagno, calcio, fosfato e fluoruro», aggiunge João-Souza. «Durante lo spazzolamento con questi dentifrici miscelati con saliva artificiale, abbiamo scoperto che le proprietà dei dentifrici erano diverse, quindi abbiamo deciso di ampliare l'ambito dell'analisi per includere fattori chimici e fisici. Questo ampliamento ha reso lo studio più completo». Dai risultati è emerso che tutti i dentifrici analizzati hanno causato una perdita della superficie dentale in soli cinque giorni. «Nessuno di loro era migliore degli altri. Il test ha mostrato che alcuni dentifrici hanno causato meno perdite superficiali rispetto ad altri, ma assomigliano tutti al dentifricio di controllo. Statisticamente, perciò, erano tutti simili anche se numericamente, c'erano differenze», conclude Aranha. I dettagli dello studio sono stati pubblicati su Scientific Reports.

[1] Chemical and physical factors of desensitizing and/or anti-erosive toothpastes associated with lower erosive tooth wear (doi: 10.1038/s41598-017-18154-8) by Samira Helena João-Souza, Adrian Lussi, Tommy Baumann, Taís Scaramucci, Ana Cecília Corrêa Aranha and Thiago Saads Carvalho