27 maggio 2020
Aggiornato 17:30
Conseguenze del parto

24enne sta male dopo il parto. I medici: «è normale». E muore poco dopo

Il marito pretende giustizia, la donna era in perfetta salute ed è morta a causa di un probabile errore medico

Una vicenda che ha dell’incredibile ma che è accaduta, ahimè, per davvero. E l’unica cosa che rimane è un marito e un papà lasciato solo con il suo dolore. L’uomo ora cerca, anzi pretende delle risposte. Era sposato con una giovane donna che sembrava essere in perfetta salute al momento del parto. Ma inaspettatamente qualcosa va storto e comincia ad accusare sintomi anomali. Per i medici è tutto nella norma, ma poco dopo la povera ragazza lascia questo mondo. Cosa è accaduto in quell’ospedale?

Il momento del parto
Il suo nome era Ayesha Riaz ed era una splendida donna di soli 24 anni. Viveva con la sua famiglia in Ontario (Canada) quando un male oscuro l’ha strappata dall’affetto dei suoi cari. Tuttavia, poche ore dopo la nascita della figlia Eesa Ali Ahmad – nata in ottime condizioni – Riaz comincia ad avvertire uno strano dolore al coccige e, stranamente, un caldo improvviso. Inizialmente i sintomi erano contenuti e non avevano destato nessun sospetto, neppure nei medici.

La mattina seguente
La ragazza rimane in ospedale e i sintomi perdurano tutta la notte associati a una sorta di ittero. La mattina dopo, non si sentiva affatto meglio. Anzi: mentre il marito era in ufficio per chiudere alcuni fascicoli la donna gli ha inviato un messaggio dicendogli che aveva mal di testa e fiato corto. Il marito ha riferito a CTVNews.ca di aver mantenuto, a titolo di prova, tutti i testi inviati dalla moglie.

Tutto normale?
Nonostante la ragazza si sia lamentata anche con il personale sanitario, le infermiere cercavano di tranquillizzarla: pensavano si trattasse di un problema tipico del post-parto. Eppure la frequenza cardiaca di Riaz stava aumentando in maniera anomala. Ma per i medici era tutto normale, anzi le hanno suggerito di fare esercizi di respirazione che presto sarebbe passato tutto. Per questo motivo, nonostante avesse richiesto dell’ossigeno per migliorare la sua condizione tutti gliel’hanno negato.

Febbre?
Il giorno seguente, alle cinque del mattino, la ragazza scottava. Alle dieci del mattino, finalmente, i medici capiscono che c’è qualcosa che non va e ordinano degli esami del sangue. Ma solo due ore dopo le sue condizioni peggiorano vistosamente e viene trasferita in terapia intensiva. Qui le verranno somministrati antibiotici. «Fu allora che mi dissero: «lo tratteremo come gruppo A Strep», racconta il marito. «E ho detto gruppo A Strep? Che cos'è?». Solo dopo l’uomo comprese che si trattava di una grave infezione da streptococco di gruppo A (GAS). In genere il patogeno causa infezioni lievi a livello della pelle e della gola ma in rari casi provoca una sindrome da shock tossico.

Arresto cardiaco
La cura non sembra funzionare nel migliore dei modi: poco dopo l’intubazione che le avrebbe permesso di respirare meglio la ragazza assiste a un arresto cardiaco. In quel momento i medici stavano facendo di tutto per rianimare la donna e, viste le condizioni, anche il marito ha cercato di aiutare i dottori. «Stavo piangendo. Continuavo a dire al dottore: «ti avevo detto di non farlo! Ti ho detto di non farlo!», racconta il marito. Ma alla fine il medico gli rispose «Mi spiace, non tornerà più. L’abbiamo persa».

Colpa dei medici?
Secondo il marito i medici sono responsabili dell’accaduto e per questo vuole intraprendere una battaglia legale, grazie a un contributo richiesto su Go Fund Me. L’ospedale non ha commentato le accuse dell’uomo, tuttavia il personale medico ha confermato che lo stesso giorno altri due pazienti del nosocomio erano stati infettati dallo stesso batterio. «La famiglia di Ayesha sta attualmente eseguendo azioni legali per ottenere risposte e giustizia, anche se non saremo mai in grado di riportare Ayesha, la famiglia vuole assicurarsi che questo non accada mai più a nessuno», si legge su Go Fund Me. «Stimiamo che il costo delle azioni legali sarà di centinaia di migliaia di dollari ma il nostro obiettivo iniziale è quello di raccoglierne venticinquemila. Ma il 20% degli introiti verranno donati per costruzione di una comunità del Pakistan, un progetto che stava molto a cuore alla splendida Ayesha.

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