19 dicembre 2018
Aggiornato 05:00

Rughe: creme ed esercizi servono a poco. Meglio l’acqua

Scienziati della Southampton University scoprono qual è la vera causa della formazione delle rughe sulla nostra pelle

La causa della formazione delle rughe
La causa della formazione delle rughe (Shutterstock.com)

Spalmiamo le creme più costose, prepariamo impacchi con così tanti ingredienti da far invidia a una strega o ci sottoponiamo alle più innovative terapie tecnologiche. Eppure, eccole lì: precise come un orologio svizzero: le rughe fanno la loro comparsa con il passare degli anni. E allo scoccare degli anta cominciano a essere sempre più evidenti. Ma secondo gli esperti non è sufficiente seguire trattamenti estetici se prima non impariamo a prenderci cura della nostra pelle da dentro. Uno degli accorgimenti più importanti da seguire, infatti, è quello di mantenere il nostro organismo sempre ben idratato. Ecco come.

Esercizi allo specchio? Non bastano
E’ inutile passare ore e ore davanti allo specchio per sperimentare ogni sorta di variante generata dalla mimica facciale. Né creme da centinaia di euro ci eviteranno di dimostrare l’età effettiva. Secondo gli esperti il ruolo chiave lo svolge l’idratazione della pelle. Quest’ultima, infatti, eviterebbe la formazione delle primissime micro-righe che con il tempo divengono sempre più ampie e profondo.

Perché le rughe diventano sempre più visibili?
Inizialmente, quando sono molto piccole, quasi non le vediamo. Ma con il passare del tempo – momento in cui raggiungono una profondità notevole – cominciamo a notarle molto facilmente. Il motivo sarebbe dovuto dal fatto che lo strato corneo diventa più secco a causa di disidratazione, stanze riscaldate, esposizioni agli eventi atmosferici eccetera. L’associazione secchezza cutanea e rughe sarebbe stata suggerita da alcuni ricercatori dell'Università inglese di Southampton che hanno condotto uno studio in collaborazione con l’Università di Cape Town e quella di Stanford (Usa).

Lo studio
Per giungere a simili conclusioni, i ricercatori hanno sviluppato una serie di modelli computerizzati quantitativi allo scopo di creare caratterizzazioni tridimensionali per osservare lo sviluppo delle rughe sulla pelle del viso. «Lo strato più esterno della nostra pelle è composto principalmente da cellule morte legate da lipidi. Questo strato molto sottile svolge un ruolo chiave nel determinare le caratteristiche delle micro-rughe della pelle, anche nelle persone più giovani. Con la diminuzione dell'umidità relativa, questo strato esterno diventa più secco e più rigido. Quando questo accade, le micro-rughe sulla superficie della pelle, indotte da azioni dei muscoli facciali come il sorriso, diventano molto più profonde, più grandi e, quindi, più visibili. Ciò può accadere nel giro di poche ore, quindi la risposta immediata è mantenere la pelle idratata», spiega Georges Limbert, coordinatore della ricerca.

Nuove soluzioni?
I ricercatori ritengono che – sulla base dei loro studi - potrebbe essere possibile per l’industria progettare soluzioni innovative per il trattamento preventivo e a lungo termine in grado di ritardare e mitigare gli effetti dell’invecchiamento sulla nostra pelle. «Ora disponiamo di modelli quantitativi di computer che possono aiutare gli scienziati ad acquisire una comprensione più profonda di come nascono alcuni tipi di rughe della pelle e, quindi, come possiamo sfruttare questa conoscenza per progettare soluzioni innovative di prevenzione e trattamento che possano ritardare e mitigare gli effetti dell'invecchiamento sulla nostra pelle. I principi meccanici sottostanti che condizionano le morfologie e gli schemi delle rughe sono essenziali per valutare e, in definitiva prevedere, come una pelle invecchiata interagisce con il suo ambiente e ciò promette anche di fornire informazioni fondamentali sulla fisiologia e la biofisica della pelle in salute, malattia e invecchiamento», conclude il dott. Limbert. Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista Soft Matter.

Fonti scientifiche
[1] Southampton researchers go skin deep to explore what causes wrinkles - University of Southampton