12 dicembre 2018
Aggiornato 12:30

Ricostruito orecchio in 5 bambini con cellule stampate in 3D

L’ingegneria tissutale ha fatto passi da gigante ed è riuscita a ricostruire con successo l’orecchio di cinque bambini affetti da microtìa

E’ grazie alla tecnologia se in un prossimo futuro anche la qualità della vita delle persone affette da lesioni agli organi potrà essere nettamente migliorata. La scienza, infatti, oggi ci mette a disposizione diverse opzioni innovative, tra cui anche la realizzazione di protesi quasi identiche ai diversi apparati umani. Una di queste sorprendenti soluzioni è stata messa a punto in Asia, più precisamente in Cina, luogo in cui sono stati stampati cinque orecchie umane in 3D.

Orecchio 3D
In Cina è stato completamente ricostruito l’orecchio di cinque bambini. Per farlo sono state utilizzate le cellule dei piccoli pazienti nati con una grave anomalia del padiglione auricolare. Quest’ultimo era decisamente più piccolo del normale (microtia) e retratto. L’operazione è stata resa possibile grazie agli esperti del Tissue Engineering Research Key Laboratory e dell'Università Jiao Tong di Shanghai. «Siamo stati in grado di progettare, fabbricare e rigenerare correttamente le orecchie esterne specifiche per il paziente», hanno dichiarato i ricercatori.

Il primo di tanti
L’esito, apparentemente positivo – anche se saranno necessari ulteriori monitoraggi – potrebbe essere il primo di tanti del suo genere. «Tuttavia, sono necessari ulteriori sforzi per tradurre questo prototipo in pratiche cliniche di routine. In futuro, il follow-up a lungo termine (fino a 5 anni) delle proprietà della cartilagine e dei risultati clinici sarà essenziale», continuano i ricercatori.

Ingegneria tissutale
«La consegna di cartilagine sagomata per la ricostruzione di microtia è stata un obiettivo della comunità di ingegneria dei tessuti per più di due decenni», spiega Lawrence Bonassar, professore di ingegneria biomedica e ingegneria meccanica e aerospaziale presso la Cornell University di Ithaca, New York. L’esperto si occupa di ricostruzioni 3D ma non è stato coinvolto nella ricerca. «Questo lavoro mostra chiaramente che gli approcci di ingegneria tissutale per la ricostruzione dell'orecchio e di altri tessuti cartilaginei diventeranno una realtà clinica molto presto. L'estetica del tessuto prodotto è alla pari a quello che ci si può aspettare dalle migliori procedure cliniche al momento». I risultati dello studio sono stati recentemente pubblciati su EBIOMedicine.

I primi studi effettuati negli anni ‘90
In realtà i primi studi di ricostruzione dell’orecchio umano sono stati condotti verso la fine degli anni novanta. A quei tempi, alcuni scienziati avevano sviluppato una cartilagine tissutale proprio a forma di orecchio umano sfruttando alcune cellule note con il nome di condrociti. Per vedere il risultato iniziale, tali cellule sono state impiantate sui ratti. «I chirurghi hanno iniziato a pensare di rimuovere il tessuto cartilagineo da un paziente e di distillare quel tessuto in singoli componenti cellulari e quindi espandere quei componenti cellulari», ha spiegato a CNN la dottoressa Tessa Hadlock, chirurgo plastico e ricostruttivo del Massachusetts Eye and Ear a Boston. «Per molti anni, abbiamo cercato di raccogliere cellule dalle persone ed espandere quelle cellule su polimero per far crescere una specie di nuova struttura, e l'abbiamo fatto negli animali per molto tempo, ed è stato anche approvato dalla FDA per alcuni studi qui negli Stati Uniti, dove stavamo cercando di risolvere problemi con la vescica in una condizione chiamata reflusso vescico-ureterale».

Cos’è la Microtìa
Si tratta di una malformazione che, oltre a rappresentare un problema estetico, può anche recare gravi danni all’udito. Ogni anno nascono cinquemila bambini affetti da tale condizione. Il problema si presenta con maggior frequenza nelle popolazioni asiatiche, ispaniche, native americane e andine.