26 ottobre 2020
Aggiornato 13:00
Cittadini da tutelare

Sempre più falsi dentisti: in aiuto dei pazienti nasce DentistInApp, la app per scovare gli abusivi

Il dentista o odontoiatra da cui andiamo o vorremmo andare è iscritto all'albo o è un abusivo? Per saperlo e difendersi, oggi c'è un'apposita App

ROMA – Non passa giorno che i Carabinieri del NAS o la Guardia di Finanza non scovino un qualche falso dentista. Quello degli odontoiatri è un mondo in cui in genere pullulano gli abusivi, visti i guadagni che possono fare. Soltanto che a farne le spese, in tutti i sensi, sono però i pazienti. Oggi, per difendersi, c'è una nuova applicazione gratuita per smartphone.

DentistInApp
La nuova applicazione si chiama 'DentistInApp' e con un semplice 'tap' permette, in tempo reale, di verificare se un odontoiatra sia o meno iscritto all’Albo. Poi, sempre con un solo tap, si può scegliere di segnalarlo alle autorità competenti: tra queste le varie Commissioni Albo Odontoiatri (Cao) d’Italia, i Carabinieri del Nas, la Guardia di Finanza e le altre autorità amministrative e giudiziarie preposte a limitare l’esercizio abusivo della professione. La nuova App è stata sviluppata grazie a un’idea del presidente della Commissione Albo Odontoiatri (Cao) nazionale, Giuseppe Renzo, ed è poi stata presentata a Roma presso la sede della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo).

Migliaia di abusivi
Incappare in un dentista abusivo è purtroppo più facile di quello che si crede – e i danni (non solo economici) a cui si rischia di andare incontro sono reali. Basti pensare che almeno 15mila gli odontoiatri abusivi in Italia. Di questi, la maggioranza è distribuita soprattutto al Nord, con il 51% del totale. In particolare li troviamo in Lombardia, Piemonte e Veneto, a cui seguono Campania, Sicilia, Emilia-Romagna e Lazio.

Un giro d'affari milionario
Il giro d'affari legato a questo reato è colossale. Secondo i dati in possesso dai Carabinieri del Nas diffusi ieri mattina, da gennaio a novembre del 2017 l’attività operativa contro l’abusivismo odontoiatrico ha portato al sequestro di strutture e materiali per un valore di 19.161.200 di euro, che, sommati ai quasi 70 milioni di euro dei sequestri del biennio precedente (2015-2016), restituiscono una cifra che si appresta a raggiungere e a superare i 90 milioni di euro.

Molte le sanzioni
A fronte di queste cifre da capogiro che gli abusivi si mettono in tasca a scapito dei cittadini, vi sono le sanzioni emesse che appaiono sproporzionate: si parla di 154.900 euro nei primi 11 mesi del 2017, poco più di 455mila nel biennio precedente, pari circa lo 0,7%. «La pena per l’esercizio abusivo della professione è ancora oggi irrisoria – commenta non a caso il Presidente della Cao nazionale Giuseppe Renzo – si tratta di una multa di 514 euro, 10 volte meno della sanzione per chi vende senza licenza palloncini alla fiera del paese. È previsto, è vero, anche l’arresto, ma si tratta di una previsione del tutto teorica: da che ho memoria, non mi ricordo un solo caso. I dati forniti dai Nas sono dirompenti – continua Renzo – Se quello dei sequestri è il valore degli investimenti che gli abusivi fanno, immaginiamo i guadagni, ovviamente illeciti e quindi 'in nero'. Per questo, la nostra app DentistInApp metterà le persone in collegamento, oltre che con i Nas, anche con la Guardia di Finanza».