17 luglio 2019
Aggiornato 08:30
Campagna HIV

«Usa il preservativo, con l’HIV non si scherza», il Ministero della Salute parla ai giovani su Youtube

In occasione della giornata mondiale dell’HIV il Ministero della Salute ha avviato diversi spot in televisione e nei social, ma il vero fiore all’occhiello è una campagna sperimentale su Youtube

Con l'HIV non si scherza
Con l'HIV non si scherza Shutterstock

Generalmente con il passare degli anni si assiste a un miglioramento dell’informazione. Per quanto riguarda l’HIV, invece, abbiamo assistito a un lento declino. Non a caso i nuovi ragazzini lo conoscono a malapena, cosa che non accadeva affatto una trentina di anni fa. Per fortuna, però, il Ministero della Salute sta correndo ai ripari con nuovi spot rivolti proprio a un pubblico giovanissimo e utilizzando forse l’unico vero canale che non perdono mai di vista: Youtube.

Con l’HIV non si scherza
«Con l’HIV non si scherza» è la nuova campagna dedicata a una patologia che non ha mai smesso di mietere vittime. Solo nel 2016, infatti, sono state fatte nuove 3500 diagnosi. Gli spot – che potranno essere visti in tv, nei social e su Youtube – sono stati realizzati in occasione della giornata mondiale dell’HIV che si terrà il 1 dicembre 2017.

Poca consapevolezza
Beatrice Lorenzin ricorda che negli ultimi anni la gente è meno consapevole del rischio HIV che corre, per questo l’enorme piaga sta dilagando sempre di più nel nostro paese. «L'Hiv c'è, e ci sono infezioni tra giovanissimi e meno giovani, ma è calato il livello di consapevolezza sul rischio», ha dichiarato il Ministro della Salute. La necessità, in questo momento è smettere di vivere «come se l'Aids fosse scomparso dall'orizzonte. Non è così – spiega Lorenzin - ed è il motivo per cui con il Ministero abbiamo pensato a diverse campagne modulate su diverse fasce d'età, per cercare di riattivare un allarme in questo senso».

Le regioni in cui si registrano più casi
In alcune regioni i casi sembrano essere decisamente più elevati: stiamo parlando della Lombardia, del Lazio, della Toscana e delle Marche. Inoltre 8 casi su 10 sono uomini e l’incidenza maggiore si evidenzia nei soggetti giovani intorno ai 25-29 anni di età. «Sessantanovemila casi di Hiv e 44 mila morti a partire dal 1981, cifre che ricordano quelle di una guerra. Siamo scesi sotto le 3500 nuove diagnosi di infezione nel 2016, ma ridurre ulteriormente risulta difficilissimo perché evidentemente la percezione del rischio non è tale da spingere all'adozione di comportamenti non a rischio», ha dichiarato il direttore del Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità Giovanni Rezza.

I test sono scomparsi
Un tempo se proprio si era esposti al rischio AIDS con rapporti sessuali non protetti, le persone chiedevano di effettuare il test per verificare la presenza di un’eventuale infezione. Oggi tutte queste precauzioni sono scomparse e i dati ci dicono che solo il 27% delle persone richiede il test dopo aver fatto sesso in maniera non protetta. Però «si arriva al test nel 31% dei casi perché ci sono già dei sintomi, questa non è una buona notizia perché bisogna arrivarci prima», continua Rezza.

Quando si arriva è troppo tardi
«Prima c'era un'attenzione maggiore all'Hiv e quindi si ricorreva ai test e arrivavano pazienti che non avevano ancora l'Aids conclamato, oggi purtroppo arrivano pazienti, anche molto giovani, con Aids conclamato. E' molto meglio poter intercettare il paziente prima che si manifesti la malattia nella sua interezza per poter agire con i nuovi farmaci e quindi avere una vita sicuramente migliore. L'unico modo che abbiamo di evitare che queste malattie rientrino nelle nostre vite è fare prevenzione», spiega Lorenzin.

Gli spot televisivi
Gli spot televisivi «con l'Hiv non si scherza, proteggi te stesso e gli altri» andranno in onda sulla Rai a partire da questo venerdì. Il protagonista – nonché ideatore - è Dario Vergassola, che per l’occasione si trasformerà in una sorta di sex simbol. Il tutto con il giusto equilibrio tra ironia e serietà che ha lo scopo di fornire la corretta comunicazione in merito al pericolo che ognuno di noi corre. Ma senza «terrorizzare come succedeva ai nostri tempi» - spiega Vergassola. «E' importante sensibilizzare la popolazione e soprattutto i giovani, quindi continuiamo a divertirci e a fare ciò che si è sempre fatto ma con un po' di sale in zucca», ha commentato Giulia Michelini, anch’essa protagonista dello spot.

Una campagna sperimentale su Youtube
Per arrivare dritti dritti nella mente e nel cuore di un ragazzo giovanissimo l'Istituto Superiore di Sanità e il Comitato Tecnico Sanitario in collaborazione con il Ministero della Salute, ha deciso di portare avanti anche una campagna su Youtube. Per questi spot i protagonisti saranno i più importanti youtuber italiani: The Show, Willwosh e Daniele Doesn't matter. «Non vediamo l'ora che parta quest'iniziativa. E' da un anno che lavoriamo su questa campagna e siamo molto soddisfatti perché è indirizzata proprio ai giovanissimi che utilizzano i social. Siamo in tante Associazioni ad essere impegnate sul fronte Hiv e siamo molto soddisfatti del lavoro fatto per il Piano nazionale AIDS», conclude Massimo Farinella della Consulta associazioni che partecipa alla commissione nazionale per la lotta all'Aids.