7 luglio 2020
Aggiornato 10:00
Interruttore anti-obesità

Scoperto l’interruttore che brucia i grassi ed evita l’obesità

Una proteina sembra essere direttamente implicata con l’accumulo di grasso corporeo. Riducendone l’attività si perde peso e si accumula meno grasso. Lo studio

Un interruttore anti obesità
Un interruttore anti obesità Shutterstock

Una nuova scoperta che, se confermata, potrebbe finalmente cambiare la vita di molte persone. E tutti – forse – un giorno potremo avere il fisico che abbiamo sempre sognato. Il merito sarebbe di alcuni ricercatori spagnoli che pare siano stati in grado di trovare un meccanismo in grado di convertire il grasso cattivo in buono. I dettagli della ricerca.

La proteina bersaglio
L’oggetto principale della ricerca – pubblicata recentemente su Nature - è una proteina denominata MKK6. Sembra che a causa di tale sostanza molti grassi non vengano bruciati al fine di generare calore corporeo. Ed è così che con il passare del tempo il grasso si accumula nell’organismo causandone l’aumento di peso. Questo, per lo meno, è quanto è emerso da uno studio condotto dal Centro Nazionale per la Ricerca Cardiovascolare Carlos III (Cnic) di Madrid.

Grasso buono o cattivo?
Come è ormai noto da tempo, il nostro organismo è dotato di due tipi di grasso corporeo. Quello definito cattivo è quello denominato tessuto adiposo bianco, luogo in cui le calorie in eccesso si accumulano. Il grasso buono, al contrario, è formato da tessuto adiposo bruno: qui i lipidi che introduciamo attraverso l’alimentazione vengono bruciati al fine di produrre calore. Esattamente come accade con una caldaia a pellet.

Obesità e proteina MKK6
Secondo gli studiosi spagnoli, la proteina MKK6 è esageratamente attiva nelle persone obese o che tendono ad accumulare grassi più del dovuto. Studi su animali sono stati invece in grado di evidenziare che privandoli della proteina MKK6, il grasso buono viene prodotto magicamente in quantità nettamente superiori. Nei roditori da laboratorio, a seguito di un aumento del tessuto lipidico bruno si assiste così a un maggior dispendio energetico. Il risultato è molto semplice: il rischio obesità viene ridotto al minimo. Ma non solo: eseguendo lo stesso lavoro nei topi già affetti da obesità si è potuto ottenere un blocco dell’aumento di peso, associato a una riduzione di grasso. A detta degli scienziati si tratta di una scoperta entusiasmante che – se verrà confermata – potrà finalmente dire addio all’obesità grazie a un semplice farmaco che minimizza l’attività della proteina MKK6.