21 maggio 2024
Aggiornato 05:30
13enne in coma etilico

Ancona, in coma etilico a 13 anni dopo aver bevuto alcolici

Una ragazzina di appena 13 anni è stata ricoverata sabato scorso per coma etilico. Ha girato per locali e bevuto fino all’una di notte, ma i genitori pensavano fosse a casa

13enne in coma etilico ad Ancona
13enne in coma etilico ad Ancona Foto: Shutterstock

Ci sono situazioni che ai giorni nostri, per fortuna, non si vedono più. E altre che continuano a verificarsi – quasi immutate nel tempo – di fronte agli occhi sbalorditi della gente. Una di queste è rappresentata dal caso della 13enne di Ancona accompagnata alcuni giorni fa al pronto soccorso: la situazione era estremamente preoccupante. La giovane ragazza era in come etilico. Come lei altri adolescenti consumano frequentemente dosi incredibili di alcol. Cosa può spingere dei giovani a rimanere sull’orlo della vita e della morte a causa di uno stupido gioco?

La vicenda
Una serata come tante altre, ma non una serata da 13enne. Si è divertita forse, ma ha bevuto così tanto da stramazzare al suolo poco dopo. A tal punto che i suoi amici rimangono allibiti dalla situazione. Per fortuna c’è chi si rende conto della gravità della condizione in cui si trovava e chiama immediatamente il 118. All’arrivo della Croce Gialla di Ancona i volontari trovano la ragazzina priva di sensi su un divano. La rilevazione del tasso alcolemico era impressionante: 2,62. Se si pensa che il limite di sicurezza in auto deve essere inferiore a 0,5 il calcolo è presto fatto.

Il barista: si è scolato mezza vodka
Tra le ricostruzioni della vicenda emergono anche le dichiarazioni di una barista di Marina Dorica, la quale racconta che la ragazzina «si era scolata mezza bottiglia di vodka. Le davo i colpi sul viso, ha aperto gli occhi ma non era cosciente, mi sono spaventata e poi ho chiesto alle amiche che cosa avesse fatto e loro mi hanno risposto che si era scolata mezza bottiglia di vodka», racconta la donna durante la trasmissione televisiva di Rai Uno, La Vita in Diretta. Secondo i racconti dei suoi coetanei, l’amica avrebbe passato tutta la serata per locali e si sarebbe sentita male sono arrivata in quest’ultimo bar.

I genitori non sapevano nulla
Cosa ci può fare una tredicenne in giro per locali all’una di notte? Ma soprattutto, come è possibile che i genitori le avessero dato il permesso di star fuori tutta la sera? Semplicemente, perché padre e madre erano all’oscuro di tutto. «Ho chiesto alle amiche quanti anni avesse e quando mi hanno risposto 13, a quel punto ho detto "no", non è possibile – racconta la barista - e sono rientrata nel locale per chiamare l'ambulanza. Suo padre sapeva che era a casa, ma una sua amica l'ha fatta uscire e quindi i genitori non sapevano nulla. Ora l'importante è che la loro figlia recuperi e torni a stare bene».

Un caso limite?
C’è da chiedersi cosa stanno facendo i giovani di oggi – gli adulti del futuro – della propria vita. L’utilizzo indiscriminato di internet, videogame, social e tutto ciò che riguarda il mondo virtuale sta portando molti giovani a vivere situazioni estreme. Ma secondo alcuni, quello della 13enne di Ancona si trattai di un caso limite. «È un caso limite, ma ci sono situazioni più leggere che non arrivano in Rianimazione e dove le cure si prendono al Pronto Soccorso», spiega Fabio Santelli, primario di anestesia e rianimazione pediatrica dell’Ospedale Salesi, a La Vita in Diretta.

Perché in coma etilico?
Dal racconto di Salesi pare che ad Ancona non siano poi così isolati i casi di ricovero ospedaliero di adolescenti che hanno bevuto un po’ troppo. Per fortuna è decisamente più raro che i ragazzi finiscano in rianimazione. Santelli ricorda di aver subito capito che la ragazzina si trovava in coma etilico e di aver preso immediatamente provvedimenti. D’altro canto dosi elevate di alcol, specie a quella età, possono provocare danni irreversibili. «L’alcol è un prodotto che viene metabolizzato dal fegato, ma questo organo è in grado di trasformarne solo una certa quantità. Se si superano alcuni quantitativi questo tipo di filtro viene saltato e l’alcol prosegue il suo percorso fino ad arrivare al cervello, dove da gli effetti peggiori. Più specificatamente, se viene saltato il filtro del fegato arriva una gran quantità di alcol al cervello e i neuroni non sono pronti a metabolizzare questa sostanza. Se l’abuso diventa frequente si possono provocare danni che con il tempo possono anche essere permanenti, manifestazioni che possono dare quadri di problemi respiratori, cardiocircolatori, crisi epilettiche. Manifestazioni molto serie e gravi», conclude Santelli.